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Bruschini propone una soluzione alternativa per la piazza di Narni Scalo: "Facciamola al bivio della stazione"
Una piazza per Narni Scalo. Un progetto che aleggia da anni negli ambienti della politica, un sogno per tanti cittadini, giovani e anziani. La parte bassa della città è nata e si è sviluppata negli anni a seguire, su di un modello urbanistico che potremmo definire “industriale”. La necessità di collegamenti per l’industria più importante della zona nel recente passato, ha portato ad uno sviluppo per così dire “verticale” della città. Diramatasi parallelamente alla ferrovia, via Tuderte ha, da sempre, catalizzato intorno a sé tutte le abitazioni, gli uffici, gli esercizi commerciali, che sono stati costruiti negli ultimi anni. Quindi se da un lato lo Scalo ha raggiunto un elevato grado di accessibilità a tutti i servizi e gli esercizi commerciali dal punto di vista strettamente “fisico”, dall’altro ha perso un po’ di calore umano. E l’antidoto a questa perdita d’identità di una frazione, ormai da considerare più che altro una “Narni due”, sarebbe la costruzione di una piazza, che riconsegnerebbe allo Scalo quel calore mai avuto. L’amministrazione attuale e quelle passate avevano individuato come area ottimale quella davanti agli edifici delle scuole superiori. Problemi di natura economica, e le proteste degli stessi istituti scolastici, hanno creato una situazione di stallo che non accenna a migliorare. “Non ci possiamo sorprendere più di tanto di questo stallo – spiega Sergio Bruschini consigliere comunale di Forza Italia-il progetto della nuova piazza, insiste su di uno spazio molto limitato urbanisticamente parlando, gia fortemente compromesso da numerosi edifici soprattutto pubblici”. E, in effetti, si andrebbe a complicare ulteriormente una viabilità già di per sé problematica. Ma allora quali potrebbero essere le soluzioni alternative? Bruschini prova a suggerire qualcosa alla commissione tecnica che sarà incaricata della realizzazione. “ La costruzione di un parcheggio sotterraneo da affidare ad un privato o mettendo in vendita il medesimo a privati. Ciò permetterebbe di avere disponibilità economica per prevedere solo un progetto di riqualificazione con fontana, nuova pavimentazione, arredo urbano, senza stravolgimenti faraonici o interventi impattanti”. Per il consigliere di FI, la zona su cui apportare eventuali trasformazioni radicali sarebbe un’altra. “Il vero “project financing” dovrebbe invece essere realizzato nella zona compresa tra via Minerva, la stazione e S.Paolo – propone Bruschini – un vero progetto di piazza, giardini ed edificato che valorizzi veramente la zona, “aprendo” l’abitato dello scalo anche in senso orizzontale e liberandolo dallo sviluppo sulla Tuderte solo in senso verticale”. Una proposta cui, probabilmente, nessuno aveva mai pensato ma che, sempre secondo Bruschini, “sarebbe un vero e profondo progetto innovativo dove risorse pubbliche e private agirebbero per un sostanziale progetto di rivitalizzazione e riorganizzazione urbana, finalmente osando e non limitandosi alle mezze misure per rivedere l’ambiente urbano dello scalo”.

24/9/2003 ore 1:10
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