Venerdì 03/04/2020
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Bilancio di fine anno del primo cittadino di Narni: "sono orgoglioso di essere il sindaco di questa comunità"
di FRANCESCO DE REBOTTI
L'anno che ci lascia è stato recentemente caratterizzato da una grande mobilitazione di solidarietà e sostegno da parte della comunità narnese. Mi riferico al gesto di solidarietà che ha permeso ad un nostro concittadino di rientrare dal sud America dopo essere stato colpito da un improvviso quanto complicato problema di salute. In questi frangenti soprattutto, a fronte di una intera famiglia in una indescrivibile difficoltà, assistere allo stringersi di un’intera comunità intorno a loro mi ha reso orgoglioso, non solo e non tanto di rappresentarla da sindaco di questa comunità, ma soprattutto di sentirmene parte. Perché il nostro viaggio, il mio in particolare, si alimenta quotidianamente di questa responsabilità che mi sento addosso. Cercare di rappresentare al meglio la nostra città, dentro e fuori il nostro territorio, cercare di ascoltare sempre e comunque bisogni che non sempre possono trovare una risposta efficace ed immediata, soprattutto in questi nostri tempi dove la semplificazione dei messaggi e della comunicazione supera la complessità dei problemi che viviamo, antichi ed originali. Un sindaco, sicuramente qualsiasi sindaco, conoscendo bene tanti miei colleghi di ogni latitudine, vorrebbe sempre il meglio e subito per la propria comunità, per i cittadini. Ma nessuno di noi ha bacchette magiche e quello che si può garantire, invece, è quello che appare più scontato: impegno, dedizione, ascolto e lavoro, tanto lavoro. Per trovare spesso soluzioni originali, per accompagnare una fase lunga di trasformazione del nostro territorio passato dal completo e pervasivo sviluppo manifatturiero dei decenni passato ad un luogo che sta cercando di valorizzare idee e patrimoni complementari e potenzialmente significativi per il nostro futuro. La sfida è tenere insieme, metaforicamente, l’Alcantara o la Tarkett con le Gole del Nera e i contenitori di pregio del centro storico, il cluster della nautica con Leolandia, La Gousource e le piccole imprese del manifatturiero e dei servizi con un nuovo equilibrio ambientale. Un lavoro fatto di tante tessere da mettere insieme in un quadro coerente ed equilibrato, innovativo e coraggioso, dove poter dare occasione di far esprimere i nostri talenti, a partire da quelli più giovani. Tenere insieme, insomma, la quotidianità e la suggestione del futuro, senza scorciatoie, semplificazioni, superficialità o presunzione di onnipotenza; caratteristiche queste che non possono far parte del bagaglio di un sindaco e che non sono neanche caratteristiche proprie dei narnesi. Che mi sento di ringraziare per la pazienza ed in particolare per l’umanità che mi è permesso di conoscere ogni qual volta, insieme, si affronta una qualsiasi questione. Il mio, come scriveva Rodari, continua ad essere un “orecchio ed uno sguardo acerbo” sulla comunità e sulle persone che la compongono ed è commovente vederla protagonista soprattutto nei momenti di difficoltà, come quello che ho portato ad esempio all’inizio.
31/12/2019 ore 2:30
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