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Assemblee territoriali:tutti contro i Ds, ma un mese fa lo scenario era diverso ed il centrodestra aveva chiesto addirittura la proroga delle elezioni
Hanno aspettato l’ultimo giorno utile per la presentazione delle liste per svegliarsi tutti insieme e creare un grande parapiglia sulla questione delle “Assemblee territoriali”. Ora ognuno dei protagonisti vuole avere ragione e tutti si affannano a spiegare il perché delle loro scelte di fronte a quello che doveva essere, a detta di ognuno di loro, “un grande strumento democratico in grado di garantire al cittadino la massima partecipazione alla cosa pubblica”. Il centrodestra, che come è noto si è defilato scegliendo di non presentare alcuna lista in nessuno dei cinque territori, tempo fa fece fuoco e fiamme per bloccare le elezioni che si sarebbero dovute tenere alla fine di ottobre, ottenendo dall’amministrazione comunale una proroga di un mese che sarebbe dovuta servire per “aggiustare il tiro, correggere alcuni punti del regolamento ed organizzarsi per formare delle liste con dei nostri candidati” venne spiegato dall’opposizione. Ma a distanza di un mese i partiti che compongono il Cdl hanno riproposto in fotocopia le stesse problematiche di ottobre, ponendosi ancora una volta di traverso quando si è trattato di votare il regolamento. “E’ inutile – hanno tuonato in coro i rappresentanti dell’opposizione – non ci piace. Meglio rimanere fuori da questo progetto”. Insomma si è perso un mese sulla tabella di marcia, anche perché tutti sapevano che i Ds, per dirla senza tanti giri di parole, mai avrebbero accettato le condizioni poste da An e Fi. Atteggiamento ambiguo, invece, quello tenuto dalla Margherita che fino al giorno prima che si chiudessero i termini per la presentazione delle liste, ha tenuto l’uscio accostato nella speranza che qualcuno, sempre tra i Ds, si decidesse ad accogliere alcune istanze che i rappresentanti del partito di Rutelli avevano posto. “Questo non vuol dire però che andremo a provocare chissà quali rotture all’interno della giunta”, si sono precipitati a dire ieri i massimi esponenti della Margherita narnese. Già, ma intanto il comportamento tenuto nella circostanza non aiuta a fare chiarezza ed anzi crea maggior confusione nei cittadini che, a questo punto, hanno difficoltà a capire chi e perché abbia voluto queste assemblee. Dare la “colpa” ai Ds in questa fase sembra fin troppo facile, perché sulla costituzione delle assemblee fino a qualche tempo fa sembravano tutti d’accordo. L’argomento è delicato e non mancherà di produrre polemiche nelle prossime ore.
9/11/2005 ore 5:39
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