Venerdì 03/04/2020
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Ancora polemiche su "Narnia Fumetto", il patron: "nessun lucro, abbiamo sempre pareggiato i conti"
Il presidente dell’associazione “Amici Miei”, quella che ha organizzato in passato le varie edizioni di “Narnia Fumetto”, replica a quanto è stato detto e scritto nei giorni scorsi riguardo all’evento da lui creato. Ribadisce alcuni concetti già noti e ne rivela altri. “Da pettegolezzi locali – afferma Settembre - , avanza da tempo la tesi che Narnia Fumetto sarebbe un evento a fine di lucro. Perché riceve contributi. Perché vende gli spazi agli espositori. Perché esige un biglietto di ingresso. E in questo, ci si scorda di menzionare il fatto che tali contributi, erogati sempre e solo dal comune, siano in continuo calo, ben il 50% in meno solo l’ultimo anno. Che i prezzi per espositori e pubblico siano fermi dal 2008, e siano tra i più bassi del settore. Il tanto sbandierato contributo del comune, che molti sprovveduti ritengono la pietra dello scandalo, è insufficiente, da solo a coprire la tanta pubblicità fatta, o anche solo il costo degli autori stranieri che ogni anno vengono ospitati. Dell’unico utile che abbiamo, ne beneficia la nostra ‘azionista di maggioranza’, che è la città di Narni, con le sue attività turistiche e commerciali, che risentono in positivo dell’afflusso di pubblico, paragonabile solo a quello di un grande evento come la Corsa all’Anello. Il lucro, dunque, non deriva solo da quanto entra, ma dalla differenza tra entrate ed uscite: la manifestazione può anche incassare decine di migliaia di euro, ma se poi le rigira all’economia locale, alla pubblicità, se li spende in treni, aerei, rimborsi di viaggio, albetti a tiratura limitata in omaggio, non ci può essere lucro. Solo nell’ultima edizione – continua Settembre -, l’associazione ha speso quasi il triplo del contributo erogato dal comune, in spese di vario genere (ospitalità, pubblicità) sul territorio. A tutto questo andrebbe aggiunto l’indotto generato dalle migliaia di persone che, per tre giorni, “vivono” il centro di Narni, realizzando appieno la felice intuizione di spostare la manifestazione dall’isolata Rocca Albornoz, al centro della città”. Riguardo alle motivazioni che non hanno permesso di fare quest’anno “Narni Fumetto”, Settembre rivela delle novità assolute che mai prima d’ora nessuno, nemmeno gli amministratori, avevano detto. “L’evento non si è svolto perché, a meno di tre mesi dalla manifestazione, le location promesse non erano disponibili (gli Scolopi), o non erano a norma (San Domenico, per via delle impalcature), e questo avrebbe portato al taglio di gran parte del programma, oppure alla necessità di noleggiare ulteriori tensostrutture, che l’associazione - visti i tagli - non si sarebbe potuta permettere”. Poi la stoccata agli organizzatori di “Nera d’Inchiostro”. “Avevamo aderito, e con entusiasmo, alla possibilità iniziale di collaborare. Quando, però, in un secondo momento, sono emersi degli aspetti che contrapponevano nettamente questa manifestazione a Narnia Fumetto (stesse date, 6 e 7 settembre, a fronte di un diverso annuncio iniziale, la presenza di una mostra mercato, negata fino a pochi giorni fa), ci siamo resi conto di come una simile scelta fosse di cattivo gusto, prestandosi inoltre a fuorvianti confusioni e strumentalizzazioni. Questo è stato confermato dalla inutilità di qualunque nostro tentativo di convincere l’organizzazione a scegliere altre date”. L’attacco finale rivolto al Comune. “Deludente a dir poco è stato il ruolo dell’amministrazione comunale, che dopo pubblicazioni e dichiarazioni ad esso attribuite e radicalmente inesatte, ha scelto di non smentire, con una mancata difesa della quale, forse, dovrebbe rendere conto, prima che a noi, alla città di Narni, alla sua economia, alla sua Cultura, ed ai reparti di pediatria degli ospedali di Terni e Narni. Ne prendiamo atto, con estrema amarezza, dopo ben otto anni di collaborazione”.
9/9/2014 ore 2:50
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