Domenica 22/09/2019
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Anche una barca a motore "parcheggiata" sulla Strada di Sant'Angelo, già piena di buche e rifiuti. In molti ignorano il divieto di transito
Una strada abbandonata. Piena di buche e di rifiuti di ogni tipo, lasciati lì da qualche cittadino poco educato. Ma è anche una strada pericolosa perché sprovvista di barriera protettiva (gard-rail) nel lato che si affaccia sulla vallata sottostante. Una sbandata sarebbe sufficiente a finire nel burrone con conseguenze facilmente immaginabili. Parliamo della Strada di Sant’Angelo che collega la Statale Tiberina con l’abitato di Testaccio. Una strada comunale, non asfaltata, utilizzata per anni da quei cittadini che, abitando tra Madonna Scoperta, Testaccio e nella zona di Feronia e Porta Romana, la percorrevano per andare al lavoro nelle fabbriche di Nera Montoro. La strada, infatti, sbuca a meno di un chilometro da Taizzano e quindi dalla strada di Treie che porta dritto agli stabilimenti. Il Comune di Narni, con una delibera della giunta regionale del 5 agosto del 1998, aveva aperto un cantiere su quella strada per effettuare lavori relativi ai “dissesti idrogeologici ed al consolidamento della pendice rocciosa del monte SS.Annunziata”, questo è quanto si legge nel cartello "ufficiale" buttato da una parte. Lavori che sono stati consegnati il 30 luglio del 99 e che sarebbero dovuti terminare entro il 27 dicembre dello stesso anno. C’è una sbarra, ad un chilometro circa dall’inizio della strada venendo dalla Tiberina, che è però aperta. Era stata messa, ci è stato riferito, proprio dal comune in occasione dei lavori, per vietare il transito agli automobilisti. E c’è ancora,come dicevamo, il cartello dei lavori, divelto e piegato su se stesso, con le tavole di sostegno spezzate in più parti. Nessuno ha provveduto a smontarlo ed a portarlo via. Segno che i lavori non sono terminati? Ed allora perché la sbarra è aperta e non chiusa a chiave? E perchè chiunque può circolarvi con qualsiasi mezzo a motore? La strada versa in uno stato pietoso. Così come è adesso rappresenta un pericolo per chi decide di percorrerla (in barba al divieto di transito segnalato all’imbocco di entrambi i lati) con l’automobile o, peggio ancora, con una motocicletta. Ad un certo punto, sempre nei pressi della sbarra, in piena curva qualcuno ha “parcheggiato” addirittura una barca a motore (!!) issata sopra ad un carrello, con tanto di targa automobilistica. Deve essere qualcuno che abita nei paraggi il quale, non avendo evidentemente il posto dove metterla, ha pensato bene di piazzarla li. Il rischio di andarci a sbattere contro per chi arriva da una direzione o dall’altra è altissimo. Sarebbe bene che il Comune mandasse una pattuglia di vigili urbani a dare un’occhiata ed a prendere nota della targa del carrello su cui poggia la barca. La strada di Sant’Angelo potrebbe essere inserita nel piano di valorizzazione della Vale del Nera che prevede itinerari e parchi naturali. In alcuni punti la strada si affaccia su scorci panoramici di indubbia bellezza. Il recupero di questa zona non dovrebbe nemmeno presentare dei costi assurdi. Lasciare le cose come stanno e permettere a cittadini negligenti e incuranti delle più elementari norme civiche di usare la strada come deposito o pattumiera personale non ci sembra giusto. Se c’è un divieto di transito permanente deve essere fatto rispettare posizionando una segnaletica visibile e incaricando i vigili urbani di fare dei controlli quotidiani su quella strada. Altrimenti tra un po’ al posto di una barca parcheggiata potremmo trovare qualcosa di ancora più ingombrante.

14/5/2003 ore 2:05
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