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Ambiente: sul lago di Piediluco e lungo l'asta fluviale del Tevere verranno fatti interventi con gli impegni congiunti di Umbria, Lazio e Toscana
“Un importante passo avanti per la salvaguardia e la valorizzazione complessiva dell’Asta fluviale del Tevere e per il concreto avvio del Piano stralcio del Lago di Piediluco e del Piano di assetto idrogeologico”. Così l’assessore regionale all’ambiente, Lamberto Bottini, ha definito l’incontro avuto nei giorni scorsi con gli assessori all’ambiente delle Regioni Toscana, Marino Artusa, e Lazio, Angelo Bonelli, e con il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere, Roberto Grappelli. Il Lazio ha espresso la propria disponibilità sul progetto di Piano stralcio del lago di Piediluco, presentato dall’Autorità di Bacino del Tevere. “Un parere atteso da tempo – ha commentato l’assessore umbro -, indispensabile per sbloccare l’iter del provvedimento al quale dovranno aggiungersi i pareri di Marche e Abruzzo”. L’attuazione del Piano, che interessa un’area di oltre 2mila kmq e che coinvolge quattro regioni (Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria), cinque Province (Aquila, Macerata, Rieti, Perugia e Terni) e 43 Comuni, consentirà di realizzare gli interventi necessari a contenere i fenomeni eutrofici di Piediluco ed a ripristinare condizioni di stabilità delle sponde del lago. Fra le azioni strutturali previste: il completamento delle infrastrutture di collettamento e di depurazione delle acque delle province di Rieti, Perugia e Terni (che scaricano nel Nera-Velino), la rimozione dei sedimenti dal fondo del lago ed il potenziamento dei sistemi di depurazione degli allevamenti ittici, oltre che la definizione di una fascia di rispetto lungo le rive del lago e dei principali corsi d’acqua per trattenere gli inquinanti agro-zootecnici. Anche per quanto riguarda l’attuazione del Piano di Assetto idrogeologico (“Pai”) dell’Asta fluviale del Tevere, gli assessori delle tre Regioni hanno manifestato la comune volontà di accelerare l’approvazione del provvedimento, così da giungere al più preso alla messa in sicurezza da un punto di vista idrogeologico ed ambientale delle aree a rischio, restituendo alla piena fruibilità ampie parti del territorio”.
4/10/2005 ore 15:15
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