Sta richiamando molti visitatori la mostra in corso alla Rocca Albornoz dal titolo "Novanta - 30 anni di Underground"
Sta riscuotendo un buon successo la mostra inaugurata oltre un mese fa alla Rocca di Narni. Si tratta di "Novanta - 30 anni di Underground". E' Antonio Rocca, che si occupa della curatela scientifica della mostra, a parlare di questa importante iniziativa. "Dopo il successo della retrospettiva dedicata a Daniel Spoerri - spiega -, la Rocca Albornoz di Narni propone una mostra controcorrente che prosegue idealmente il percorso intrapreso dal maestro del Nouveau Réalisme. Questa nuova mostra si basa sull’ipotesi che negli anni ‘90 si sia consumato uno strappo tra avanguardia underground e arte ufficiale, una rottura che ha generato inesplorate linee di ricerca lungo le quali, a Narni, si incontrano protagonisti di quella stagione e artiste eredi di una medesima attitudine critica e indipendente. L’esposizione indaga una produzione che, attraverso il movimento del ’77, rilegge la tradizione dell'avanguardia e la fa confluire nella scena rave. Protagonisti della mostra sono la Mutoid Waste Company e Professor Bad Trip. La poetica della Mutoid Waste Company affonda le radici nei lavori di Duchamp, Schwitters, Picasso o Matta. Le suggestioni provenienti dall’orizzonte cyber hanno quindi traghettato lo spirito novorealista nel XXI secolo, inverando i mostri che popolano l’immaginario postindustriale. A Narni saranno presenti i lavori di Lucia Peruch (Lu Lupan), da trent’anni parte della MWC. Le sculture di Lu Lupan saldano avanguardia e underground, creando una sintesi tra gli incubi perturbanti di Spoerri e l’onirismo acido di Lerici. Nel Salone degli Onori della Rocca Albornoz le sculture di Lu Lupan dialogano con le opere di Gianluca Lerici (Professor Bad Trip). Lo stile di Lerici scaturisce dal connubio tra una potente vena espressionista e un'attitudine scettico-nichilista. Una nota di amara ironia patafisica si intesse con il dadaismo di Picabia e con il surrealismo eretico di Artaud e di Bataille. Ma per orientarsi in un universo tanto complesso - continua Rocca -, accanto al panorama strettamente artistico, occorre tenere presente capolavori distopici come 1984 e Il pasto nudo, di cui Lerici ha creato straordinaria versione a fumetti. A monte di uno stile così unico, c’è inoltre l’intreccio tra elementi pop e radicalismo politico, versati assieme nel crogiolo incandescente del movimento punk e cyberpunk. Fantascienza, musica elettronica e letteratura sono mixate in collage, dipinti, disegni e fumetti che ignorano soluzioni di continuità tra brulichio minerale, piante carnivore, corpi e macchine. Dopo il Salone degli Onori, Novanta si confronta con il progetto Arnia 33, dedicato alla generazione nata dopo la caduta del Muro di Berlino. Dall'insieme delle opere emerge una poetica minimale, che si muove sul filo dell'invisibilità".