Wednesday 08/04/2026
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Narni: una conferenza in comune organizzata dai Lions per parlare di "Acqua oro blu"
Si è svolta nei giorni scorsi, presso la Sala Consiliare del Comune di Narni, una conferenza dal titolo "Acqua oro blu". La conferenza, patrocinata dallo stesso Comune, è stata organizzata dal Lions club di Narni. Erano presenti illustri relatori i quali hanno trattato temi strettamente legati al grande valore dell’acqua. "Del prezioso liquido - si legge in una nota -, è stata ricordata l'importanza che esso ha come fattore di  produzione e di promozione delle attività socio-economiche, quali quelle legate all'alimentazione, all'agricoltura, energia ed industria, imprese ed occupazione. Sono state fatte anche diverse valutazioni di carattere socio-culturale ed ambientale, senza tralasciare quelli che attengono più specificatamente agli utilizzi per fini culturali, naturalistici, ricreativi e spirituali. La conferenza ha rappresentato per il Consiglio Direttivo del Lions club di Narni un impegno fortemente  prioritario, non soltanto per l’indiscusso valore e per l'interesse dei temi trattati quanto e soprattutto per onorare degnamente la memoria del compianto Franco Santarelli, già socio del club narnese, che a suo tempo fu ideatore e promotore di questa lodevole iniziativa. Dopo i saluti del Sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli e del Presidente del Lions Club di Narni Manlio Orlandi, hanno avuto luogo gli interventi dei vai relatori. A cominciare da Roberto Nini (Specialista di Archeologia medievale e fondatore del gruppo speleologico Utec) ed a seguire Marco Venanzi (Specialista in lettere moderne e ricerca in scienze storiche), Giuseppe Fatati (già Responsabile Diabetologia presso Ospedale Santa Maria di Terni). La correlazione tra i vari argomenti è stata curata dal moderatore del convegno, Cesare Di Erasmo, attuale Segretario del Club narnese. Nell’intervento di apertura Roberto Nini ha evidenziato come  nell’antichità classica, dopo i Greci e gli Etruschi,furono proprio i Romani ad eccellere nel trasporto e nella conservazione dell’acqua. A Narni una tale abilità ingegneristica è testimoniata  da un’opera di altissimo valore archeologico: l’acquedotto della Formina. L’acquedotto, che rappresentava la  principale fonte di approvvigionamento idrico-potabile dell'antica città di Narnia, raccoglieva le acque di sette sorgenti lungo un percorso di 13 chilometri con un dislivello di 62.5 metri. A tal proposito il Relatore ha illustrato, con dovizia di particolari,  gli ingegnosi sistemi di captazione, trasporto e distribuzione delle acque che sono stati in funzione, seppur  con opere di restauro, per circa duemila anni. Il successivo intervento è stato curato da Marco Venanzi che ha trattato il tema legato alla lotta per l’acqua nell’Umbria meridionale tra grandi imprese e le comunità locali tra l’Ottocento ed il Novecento. Il Relatore ha evidenziato come con l’arrivo della grande industria si sia modificata profondamente la gerarchia del territorio escludendo le comunità locali dalla gestione del patrimonio idrico di cui il territorio stesso era particolarmente ricco. Con il controllo dell’acqua per produrre forza motrice ed energia elettrica da parte delle imprese di grosse dimensioni con proprietà e management esterni si avviò un grande processo di trasformazione industriale e capitalistica  che coinvolse il vasto territorio che si estendeva dall’area ternana e narnese, allo Spoletino, alla Valnerina, fino alla Sabina. Infine - prosegue la nota -, Giuseppe Fatati ha descritto il significato dell’Urban Health inteso come orientamento strategico che integra azioni di tutela e promozione della salute nella progettazione territoriale. Fatati ha sottolineato come la stretta integrazione tra l’Urban Health ed i fiumi miri a trasformare i corsi d’acqua in infrastrutture verdi e blu essenziali per il benessere collettivo. I fiumi urbani sono infatti fondamentali per l’Urban Health in quanto, se opportunamente riqualificati, possono avere un impatto positivo sulla salute dell’uomo e sulla qualità della vita riducendo il rischio di inondazioni, mitigando isole di calore,  migliorando la biodiversità ed  offrendo, nel contempo, spazi di socializzazione rigenerativi. Il Relatore ha infine posto particolare enfasi sul progetto “Vivi bene Valnerina” che rappresenta un concreto esempio di Urban Health attraverso la riutilizzazione di un’area aggregativa sportiva ubicata in prossimità della Cascata delle Marmore  e soprattutto tramite il recupero, la valorizzazione ed integrazione dei percorsi pedonali lungo il fiume Nera".
8/4/2026 ore 12:35
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