Friday 06/11/2026
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Narni: scoppia la polemica fra i consiglieri di opposizione ed il Movimento 5 Stelle
Tira aria di baruffa tra i consiglieri comunali di opposizione e una parte della maggioranza. L'intervento, fatto alcuni giorni fa dai consiglieri di minoranza che avevano mostrato solidarietà alle forze dell'ordine, è stato in qualche modo criticato da Arianna Antonini (M5S). Una presa di posizione che non è stata gradita affatto da Sergio Bruschini, capogruppo di Forza Italia. "Abbiamo scoperto - attacca Bruschini rivolgendosi alla Antonini -, che, una volta approvata una mozione contro la violenza, non se ne debba più parlare. Una condanna iniziale, buona per ogni occasione, e la coscienza è sistemata per tutta la consiliatura. Comodo. Peccato che la realtà non si archivi con un’alzata di mano. Noi abbiamo votato la 'vostra' mozione contro la violenza di genere e le discriminazioni. Senza cercare pretesti, senza contestare la paternità dell’atto, senza gridare alla propaganda. Ora chiediamo di condannare aggressioni alle forze dell’ordine, vandalismi, blocchi stradali illegali e intimidazioni contro chi vuole lavorare. E lei, anziché rispondere nel merito, ci presenta il calendario delle ricorrenze. Grazie, ma il 25 novembre sappiamo quando cade. Quello che ancora non abbiamo capito, cara consigliera, è se siete disposti a condannare con altrettanta chiarezza chi aggredisce un agente o impedisce agli altri di andare al lavoro. Le panchine 'rosse' e 'arcobaleno' meritano rispetto. Proprio per questo, eviti di usarle come paravento. Esse non sono una risposta a ogni questione e non possono diventare il diversivo con cui scansare una discussione sgradita. Nessuno vi chiede di scegliere tra la lotta alla violenza sulle donne e la solidarietà alle Forze dell’Ordine. Si possono sostenere entrambe. Noi lo facciamo. Dov’è la difficoltà? Viene allora il sospetto che a darle fastidio non sia una mozione “già vista”, ma una condanna troppo precisa. Finché si parla di violenza in generale, tutti d’accordo. Quando invece si scrive chi viene aggredito, quali comportamenti vanno condannati e quali diritti vengono calpestati, cominciano le spiegazioni sull’inutilità di votare. Ci dica: quale passaggio le crea tanto imbarazzo? La solidarietà agli agenti? La condanna delle piazze violente? Il principio che nessuno possa bloccare illegalmente una strada o intimidire chi vuole lavorare? Sono domande semplici. Non richiedono una nuova panchina: richiedono una risposta.
Quanto alla lotta alla violenza “a corrente alternata”, l’accusa arriva proprio all’indirizzo sbagliato. Noi la vostra mozione l’abbiamo votata. Lei, sulla nostra, ci spiega perché sarebbe superfluo pronunciarsi. Curioso modo di distribuire patenti di coerenza: pretendere il voto degli altri sui propri atti e liquidare quelli altrui come propaganda. E no, condannare chi usa violenza durante una manifestazione non significa attaccare il diritto di manifestare. Significa difendere chi manifesta pacificamente da chi trasforma una protesta in un’occasione per aggredire, danneggiare o imporre agli altri la propria volontà. La distinzione è chiarissima. Basta volerla fare. Risparmi dunque alla minoranza le lezioni e al Consiglio i diversivi. Presenti eventuali obiezioni al testo, proponga modifiche, si assuma una posizione. Ma non ci racconti che aver condannato ieri una forma di violenza renda inutile condannarne oggi un’altra. Noi abbiamo votato contro la violenza anche quando la proposta portava la vostra firma. Ora vedremo se per voi conta il contenuto oppure chi lo presenta. Perché 'contro ogni violenza' non può significare: contro tutte, purché non ci chiediate di nominare quelle che ci mettono in difficoltà".
(Foto di archivio)
6/11/2026 ore 2:35
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