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Narni: De Rebotti ricostruisce la 'mappa' dei 95 contagi ed esorta la popolazione ad avere comportamenti giudiziosi
Il sindaco Francesco De Rebotti ha voluto approfondire la situazione riguardante gli attuali 95 casi di positività al Covdi-19 presenti sul territorio narnese. "Ho cercato di capire - spiega -, le caratteristiche dei casi presenti a Narni e ho ricostruito la tracciatura degli stessi. Per quanto riguarda i cosidetti 'Cluster famigliari' abbiamo 50 casi, suddivisi in 18 nuclei familiari. Tredici sono invece i casi 'Scuola' e 9 quelli riguardanti gli ambiti sanitari ed ospedalieri. Sono, infine 23 i casi relativi a contatti con positivi in luoghi di lavoro, ambito amicale o altro. La maggior parte dei casi quindi si sviluppa in famiglia in presenza di una positività (nel cluster familiare rientra ad esempio qualche caso di alunno o dipendente del servizio sanitario come partenza del cluster familiare stesso). È presente - continua De Rebotti -, il 'cluster scuola' (in particolare primaria centro storico e non ad oggi gli altri casi che hanno portato ad isolamento di altre classi di altri plessi) e quello dei servizi sanitari coi casi del Centro Salute ed Ospedale. Su cui l'opera di tracciamento e tamponatura sta limitando il fenomeno dei contagi. La parte corposa dei contatti vari - prosegue il sindaco -, a testimonianza dei soggetti che ho sentito (pressoché tutti tranne di coloro dei quali non posseggo il numero che ultimamente non viene comunicato dal database regionale), è riconducibile ai contatti sul luogo di lavoro o le frequentazioni amicali tra famiglie o più in generale con gli amici. Probabilmente. Ed utilizzo il dubitativo perché spesso ho avuto testimonianza di una non consapevolezza su quale potrebbe essere stata la fonte di contagio. Ma è chiara una cosa: ad eccezione dell'ambito prettamente familiare, dove è oggettivamente complicato evitare la trasmissione quando a casa non ci sono condizioni logistiche ideali per praticare il distanziamento, negli altri casi conta, tanto, l'attenzione che si pone in ogni frangente della giornata ed in ogni ambito che si frequenta. Per questo, siccome non penso che, oltre le limitazioni individuate da Ordinanze e Decreti, sia possibile sostenere un periodo di chiusura totale come il precedente, tutto dipende dai nostri comportamenti. A conclusione di quanto riportato posso confermare che, ad eccezione di alcuni casi particolarmente difficoltosi e probanti anche perché lunghi e faticosi nella degenza, la grande maggioranza dei casi presenta un ventaglio di situazioni che va dal completo asintomatico alla presenza di diversi sintomi in cui emerge come elemento caratteristico ed originale la perdita del senso del gusto e dell'olfatto. I casi ospedalizzati, ovviamente i più critici, non passando per un'informazione diretta al Comune mi sono affidato alle testimonianze dei familiari ed anche qui ci sono situazioni meno preoccupanti ed una in particolare che mi viene raccontata come critica. Il mio pensiero va soprattutto a questa ed alle altre persone che sono in ospedale perché oltre al loro problema c'è la beffa dell'impossibilità di poter assistere direttamente i familiari. E questo è uno dei tanti risvolti assurdi in cui ci si trova avendo a che fare direttamente con questo originale ed insidioso virus. Esperienza da evitare mettendo in campo, ognuno il massimo del buon senso ed attenzione con, sempre, un pensiero di sostegno ed incoraggiamento ai nostri concittadini che spesso conoscete perché in tanti sono stati i primi a testimoniare questo momento di difficoltà. E per questo li ringrazio".
27/10/2020 ore 2:12
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