Friday 24/07/2026
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Federico Novelli (Risorsa Umbria): "Nera Montoro non è un 'cimitero industriale', può diventare il motore energetico di Narni"
Interviene su una grande area del territorio narnese che per più di un secolo ha ospitato importanti insediamenti industriali. Lui è Federico Novelli, presidente dell'associazione Risorsa Umbria. "C'è un pezzo di Narni - spiega Novelli -, che per un secolo ha dato lavoro e sviluppo, e che oggi restituisce soltanto ruggine, esalazioni maleodoranti e paura. L'ex Terni Chimica di Nera Montoro è questo: capannoni vuoti, un sito orfano dove giacciono rifiuti pericolosi, infrastrutture strategiche lasciate all'incuria, emissioni odorigene nauseabonde e gli incendi della scorsa estate a ricordarci che il rischio ambientale non è teorico. La gran parte di quell'area è scivolata di asta in asta, ed il prezzo è sceso fino a poco più di trecentomila euro. Noi di Risorsa Umbra abbiamo deciso che quella porta non dovesse restare aperta in silenzio. Con la mozione presentata il 12 aprile scorso abbiamo chiesto all'Amministrazione Comunale di muoversi almeno per tentare di sospendere l’asta perché quell’area, censita come sito contaminato nell'Anagrafe regionale dei siti oggetto di bonifica, custodisce infrastrutture strategiche per l’intero sito e soprattutto per la collettività — rete viaria, idrica, fognaria, antincendio e di sicurezza. A seguito di ciò il Comune si è attivato, ha acceduto agli atti, ha presentato reclamo, tale azione è stata sostenuta anche dal nostro intervento in quel giudizio, ed il Tribunale di Milano ha disposto una nuova vendita, con una perizia che stavolta mette nero su bianco le concessioni di derivazione delle acque pubbliche e le criticità ambientali. Non è la vittoria finale: è aver riaperto i giochi. Si è aperta così una finestra per decidere il futuro dell'area. Ora la domanda vera è una sola: cosa vogliamo che diventi, quell'area? La nostra risposta è netta. Non un'altra svendita a un privato che esporrebbe a rischi speculativi o che potrebbe lasciarci in eredità il costo dell'inquinamento. Vogliamo che Nera Montoro - continua Novelli -, torni pubblica e si trasformi in una comunità energetica: energie rinnovabili e pannelli fotovoltaici sulle superfici già compromesse, un impianto che produce energia pulita e — questo è il punto — che con i propri ricavi finanzia la messa in sicurezza del sito. La bonifica non la pagano i cittadini con le tasse: la paga il sole, per vent'anni. E l'energia condivisa che ne deriva tornerebbe a servizio della comunità locale, abbatterebbe la spesa elettrica e le bollette delle famiglie, a partire da quelle che oggi fanno più fatica. Non è utopia ed è tecnicamente coerente. I siti in bonifica sono già oggi 'aree idonee' per legge alle rinnovabili: hanno una corsia preferenziale proprio perché mettono a frutto spazi feriti senza consumare altro suolo. A titolo puramente indicativo, un solo ettaro di pannelli in centro Italia produce energia paragonabile al fabbisogno elettrico di alcune centinaia di famiglie. Con l'accumulo e il coinvolgimento delle attività della zona, quella energia diventa un beneficio reale e condiviso. Qualcuno obietterà: e chi paga la bonifica? È la domanda giusta, e ha una risposta seria. Per installare il fotovoltaico non serve riportare i terreni allo standard di un'area residenziale: basta una messa in sicurezza compatibile con l'uso, che costa una frazione di una bonifica integrale. Vale il principio 'chi inquina paga', e i costi si aggrediscono prima verso i responsabili. Esistono canali di finanziamento pubblici per i siti contaminati. E soprattutto, l'impianto genera un reddito ventennale che rende l'operazione sostenibile. Diciamo anche l'altra verità: 'area idonea' non significa 'progetto approvato in automatico'. Proprio per questo serve una regia pubblica e competente, non l'improvvisazione — è la differenza tra gestire e progettare. L’acquisto dell’area può essere effettuato dal Comune, da società a capitale interamente pubblico come Sviluppumbria (partecipata dalla Regione dell’Umbria, dalla Provincia di Terni e persino dal Comune di Narni) da sole, in partnership con imprenditori locali e con i cittadini narnesi. Immaginiamo per un momento quella Narni: dove oggi c'è un cimitero industriale a due passi dalle Gole del Nera, un impianto che produce energia per il paese, un sito finalmente in sicurezza, un fondo che alleggerisce le bollette. Non è folklore - conclude Novelli - , è economia; non è un annuncio, è un progetto. Dove c'è ruggine, mettiamo il sole. Dove c'era una discarica di problemi, costruiamo un bene comune. Su questo siamo pronti a confrontarci con tutti, in un'assemblea pubblica aperta ai cittadini e ai tecnici. Perché il futuro di Nera Montoro appartiene a Narni e va deciso alla luce del sole".
24/7/2026 ore 3:29
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