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Calvi dell'Umbria: la storia di una reliquia di san Valentino donata nel 1647 dal vescovo di Alatri alla parrocchia locale
E' Claudio Magnosi, personaggio narnese appassionato di storia locale, a raccontarci la storia di una reliquia di san Valentino a Calvi dell'Umbria. La reliquia, stando al racconto, giace nascosta da qualche parte. "Nicolò Marrubio - afferma Magnosi -, rettore della chiesa parrocchiale di Calvi dell'Umbria al titolo di san Valentino, il 5 luglio 1647 ricevette in dono una importante reliquia del Vescovo di Terni. La reliquia venne certificata da Alessandro Vittrici, presule di Alatri, che proprio nel 1647 era stato insignito del titolo di Governatore di Roma, carica che mantenne fino al 1650. Per l'insediamento di quel sacro frammento fu sicuramente necessario il benestare del vescovo di Narni Giovanni Paolo Bocciarelli, nella cui diocesi ricadeva la terra di Calvi dell'Umbria. Il collocamento del 'Corpo di san Valentino Martire', ovvero di una sua significativa testimonianza, sotto l'altare maggiore di quella Parrocchiale, avvenne con solennità il 16 settembre del 1647. E da quel giorno - continua Magnosi - la reliquia fu posta 'a pubblica venerazione' da parte della comunità, come annotava il contemporaneo Ludovico Jacobilli al terzo volume delle sue 'Vite de Santi e Beati dell'Umbria', edito nel 1661. Lo storico, che era di stanza a Foligno, nel raccontare l'avvenimento donava consistenza all'antica parrocchiale della quale oggi rimane il titolo unito alla chiesa dell'Assunta. Chiesa che proprio alla metà del Seicento si rimodernava nella struttura e negli arredi, quali una croce e una serie di candelabri recanti l'immagine mariana ed uno stemma gentilizio non identificato, datati 1654 e riportati nel Catalogo della 'Mostra di arredi sacri', curato da Mario D'Onofrio per Bulzoni nel 1974. Ai nostri giorni - afferma Magnosi -, più nulla si conosce della chiesa valentiniana dell'antica Calvi, e della memoria riposta sotto l'altare maggiore. Una reliquia raccolta dal rettore Marrubio nel lontano 1647 e che oggi sembra scomparsa, e comunque non contemplata tra quelle riconducibili al patrono di Terni. Ma forse è stata solo dimenticata nel tempo, e ritrovarla fornirebbe la misura del culto per il Santo del nostro capoluogo, conosciuto e praticato in una vasta area, a iniziare da Calvi".
7/10/2020 ore 13:45
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