Giovedì 09/07/2020
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Via libera alla "mini" centrale da 250 mw, Bigaroni è d'accordo, Regione e Provincia pure. Discordanti, invece, le reazioni dei politici narnesi
Ormai la strada è stata tracciata: “Recupero di ogni spreco d’energia, ricerca di quella rinnovabile con lo scopo unico di cercare di abbassarne il costo in questo territorio, per salvaguardarne il tessuto industriale”. Stefano Bigaroni, il sindaco di Narni, è tornato sui suoi passi ed ha detto a chiare note che "si, si può procedere ad un potenziamento, modesto, delle centrali esistenti nella zona". Che sono due, una della Sondel, all’interno dello stabilimento della Terni Industrie Chimiche e l’altra in quella che una volta era la fabbrica della Polymer. Il Sindaco ci tiene a sottolineare l’esiguità dei nuovi impianti, un quarto, circa, rispetto alla progettata megacentrale dell’Ast quella che aveva "spaventato" tutti con i suoi 850 mw di potenza. Un atteggiamento che ha trovato concordi sia il presidente della Regione dell’Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che il Presidente della Provincia Andrea Cavicchioli ed anche Paolo Raffaelli sindaco di Terni: tre personaggi che, a vario titolo e in modi diversi, avevano quasi alzato un “muro” verso Narni. Chi conosce della macchina comunale sa che non era arrivata nemmeno una delle vecchie lire di finanziamenti pubblici nell’ultimo anno. Un caso? Una coincidenza? Difficile dirlo. Intanto , però, c’è chi in questo “fenomeno” ci ha messo della malizia, ed ha pensato ad una “ritorsione” fatta dagli Enti superiori al nostro comune, per via dell'atteggiamento, durissimo, tenuto da Bigaroni. Fatto sta che ora l’accordo è completo: gli enti dell’Umbria si spenderanno per mettere in piedi una serie di iniziative, cui il comune tiene moltissimo, quali il potenziamento dell’Università che dovrà diventare un polo culturale attrattivo, l’acquisizione della Spea, la costruzione dell’Ospedale comprensoriale ed altro ancora. Il Sindaco Bigaroni si è avviato su questa strada anche se non tutta la sua maggioranza, per vari motivi, si è dimostrata disposta a seguirlo. In qualche caso sembrano piuttosto delle sfumature (la Margherita: “Vogliamo più tempo per leggere le pratiche” . E Daniele Latini, alla riunione plenaria, ha preso cappello e se ne è andato). Per Rifondazione l’aspetto è diverso: aveva proclamato ai quattro venti: “Nemmeno un megawatt in questo territorio” ed invece si trova in un treno che sta per procedere ad ampliamenti, modesti, ma sempre ampliamenti di centrali termoelettriche. Loro, quelli di Rifondazione, minacciano anche di uscire dalla giunta, ma saranno cose che si vedranno in seguito. Anche l’opposizione si presenta in modo diseguale: Adiberto Favilli, di "Insieme per cambiare", era stato uno dei più accesi sostenitori della megacentrale, sostenendo che quella era una occasione in primis per risolvere il problema dell’energia a basso costo, e poi per ottenere dei benefit interessanti per i narnesi, come bollette elettriche più “leggere”, teleriscaldamento, assunzioni e molte altre cose. Aveva combattuto anche in consiglio comunale non riuscendo a ottenere nemmeno un consenso formale. Ora qualche sassolino se lo sta togliendo: “Ecco, è quello che dicevo io un anno fa: non si doveva alzare il muro della incomprensione. Ora dobbiamo lavorare perché centrale e sviluppo vadano di pari passo. Dobbiamo lavorare insieme sulle idee che contano: e questo lo era anche un anno fa”. Anche il repubblicano Piero Fiordi ricorda che lui aveva chiesto di conoscere le pratiche, che a priori non si doveva respingere nulla. Più complessa la posizione di Alleanza Nazionale e Forza Italia. Sergio Bruschini pretende che ci sia un chiarimento all’interno della "Casa delle Libertà" per sviluppare una posizione comune. Vanno anche sottolineate gli atteggiamenti delle forze politiche "minori": Lista Narni ritiene che quella del sindaco sia la linea vincente e che sia stato un grande successo, frutto di battaglie e di impegno. I Comunisti Italiani ci fanno del sarcasmo: “Ma come Gianni Di Mattia era il più fiero oppositore alla centrale ed ora “firma” per un ampliamento che significa una centrale più piccola ma comunque sempre da quasi 300 Megawatt? Ed ancora rimane al suo posto di assessore all’ambiente”. Il Sindaco nell'ultima seduta del consiglio comunale ha iniziato la discussione, mettendo al corrente i consiglieri di tutto quello che stava bollendo in pentola. Nei prossimi giorni, nelle prossime ore, la discussione prenderà corpo. Non va nemmeno dimenticata un altro aspetto: l’Ast ha ottenuto l’autorizzazione a costruire la centrale da 800 Mw. L’abbandono del progetto o il suo prosieguo dipendono solo da lei: cosa accadrà?


26/9/2003 ore 1:18
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