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Testaccio: polemiche per la realizzazione della nuova casa del parroco, dal Comune spiegano che i contributi dati sono obbligatori per legge
Il mito di Peppone e Don Camillo non passa mai di moda e ogni tanto si ripropone attraverso qualche storia che presenta delle analogie con i litigi tra sindaco e parroco raccontati da Guareschi. Stavolta però la polemica non riguarda direttamente prete e sindaco ma più che altro cittadini e parrocchiani che starebbero discutendo circa l’opportunità di tirar su la nuova casa del parroco a Testaccio, un quartiere della periferia narnese. A Testaccio c’è da anni la chiesa ma non c’è l’alloggio per il parroco ed allora dalla Curia si è pensato di ricavare un paio di stanze negli spazi precedentemente occupati da una sala dell’oratorio. Una scelta legittima, anche perché il prete del quartiere è costretto a fare avanti e indietro da Narni dove la Curia gli ha messo a disposizione un alloggio, quando sarebbe più normale che egli vivesse accanto ai suoi parrocchiani. Le polemiche sono sorte quando è stato scoperto che alle spese per la realizzazione della nuova casa del parroco sta contribuendo anche il Comune. “Come - dicono alcuni residenti vicini evidentemente all’ala politica del Peppone di Guareschi – qui aspettiamo da anni interventi per migliorare servizi importanti e per costruire il famoso centro di aggregazione giovanile e il Comune anziché impiegare i suoi soldi in queste opere, li da per fare la casa del prete? Che ci pensi la Chiesa a sostenere queste spese!”. Anna Laura Bobbi, assessore ai Servizi Sociali spegne però ogni polemica: “C’è una legge nazionale che obbliga i comuni ad accantonare delle quote nei piani triennali da mettere a disposizione dei luoghi di culto per interventi straordinari, e quindi abbiamo messo la nostra parte per costruire la casa del prete a Testaccio. Voglio però aggiungere che il centro di aggregazione si farà e che entro la prossima primavera verrà inaugurato. Dunque trovo inutili queste polemiche”.
24/10/2006 ore 11:37
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