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Terni: sabato 4 ottobre verrà inaugurata la Chiesa di San Francesco dopo i lavori di ristrutturazione
Il 4 ottobre 2003 alle ore 18,30 verranno presentati i lavori che hanno interessato la storica chiesa dedicata a San Francesco d'Assisi in Terni. Alla presentazione parteciperà il vescovo di Terni-Narni-Amelia Mons. Vincenzo Paglia, l'onorevole Enrico Micheli, prof. don Carlo Chenis segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. I lavori, finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno dotato la chiesa di un nuovo impianto elettrico e di illuminazione su progetto dell’arch. Flaminia Grandi della ditta Reggiani e messo in opera dalla ditta Netcom di Terni. Poiché la chiesa è stata pensata in origine senza luce artificiale, si è cercato di studiare con grande cura l'inserimento dell'impianto in modo da soddisfare le esigenze della celebrazione e non danneggiando in alcun modo la chiesa e le opere in essa contenute. La nuova luce cerca di ripercorrere fedelmente l'impianto costruttivo di base. Di conseguenza il posizionamento dei corpi illuminanti rimane volutamente vincolato agli elementi strutturali. I punti luce si trovano sia in corrispondenza dei pilastri, nei pressi del presbiterio, che pendenti dalle volte per non appesantire le linee architettoniche della struttura originaria della chiesa. L'illuminazione così si sviluppa secondo il ritmo spaziale da loro scandito. Il risultato finale è un intervento dagli effetti invasivi quasi nulli, sia dal punto di vista impiantistico che di rispetto dell'architettura preesistente. Il principale asse visivo ha inizio nella navata centrale, prosegue nel transetto per culminare nell'altare che è il primo punto di fuga della costruzione.
L'attenzione del visitatore viene così catturata in un primo momento dall'"incalzare" dell'illuminazione verso l'altare. Poi subentrano gli altri protagonisti: le statue lignee e i quadri della Via Crucis. Essi si susseguono col ritmo scandito dalle campate principali. L'illuminazione prevede diversi scenari: da quello attinente alle celebrazioni sacramentali, per continuare con gli altri usi di natura religiosa come la preghiera (personale e di gruppo) fino alle visite da parte dei turisti e pellegrini. Dai fori di ghiera sono stati calati dei lampadari su disegno contemporaneo e in materiale leggero, che emulano quelli delle grandi cattedrali gotiche. Su questo sono stati applicati i nuovi corpi che illuminano direttamente e indirettamente l'aula e le volte a crociera.
Il nuovo impianto di riscaldamento progettato dalla ditta Baglini sostituisce quello tradizionale ad aria e consiste in fonti di calore a raggi infrarossi, sperimentati in varie chiese italiane. In ultimo gli interni sono stati tinteggiati dalla ditta Norino Darra seguendo una doppia tonalità rispettosa delle architetture originarie e aggiunte. A questo consistenti interventi, si sono aggiunti i lavori per la ricostruzione del terzo braccio del chiostro settecentesco, adiacente al fianco sinistro della chiesa, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Questa nuova costruzione, progettata dall'arch. Luca Volpi, è stata pensata per ospitarvi due luoghi distinti: l'aula penitenziale e la sacrestia. Quest'ultima era assente da decenni e mal adattata all'interno della cappella della Croce Santa, che dopo i lavori di recupero della chiesa nel secondo dopoguerra era divenuta una sorta di magazzino. Solo negli anni '80 la Soprintendenza per l'Umbria si era preoccupata di recuperare questo luogo liberandolo da varie sovrammissioni, rimettendo quindi il luce ciò che rimaneva degli stucchi e degli affreschi cinquecenteschi di Sebastiano Flori di Arezzo. L'interesse delle Fondazioni Carit e Cariplo ha permesso il restauro e il recupero definitivo di questo storico ambiente, che oggi è accessibile al nuovo locale adibito a sacrestia. L'intenzione odierna è quella di recuperare la cappella della Croce Santa non solo dal punto di vista storico-artistico ma contemporaneamente anche da quello religioso. All'interno di questa è previsto un arredamento liturgico ligneo progettato dall'architetto Franco Maroni, che tra l'altro include un altare all'interno del quale sarà collocato il reliquiario quattrocentesco con la reliquia della Croce per la quale questa cappella fu eretta. La penitenzieria ospita tre nuovi confessionali progettati appositamente dalla ditta Genuflex, dotati di spazio per la confessione tradizionale e per il colloquio personale. Accanto a questi è la zona di attesa. In questo modo si sottolinea la differenza del luogo adibito al sacramento della penitenza dall'aula liturgica dedicata all'assemblea che "celebra" l'Eucaristia. La nuova aula penitenziale è stata collegata comodamente all'aula grazie all'apertura di una porta illuminata da una vetrata policroma eseguita su disegno di don Fabio Leonardis, che a sua volta si apre sul chiostro trasformato nel tempo in campo da gioco, travisando completamente il suo significato originario.
Il processo di valorizzazione di quest'ultimo spazio prevedrà, grazie ad eventuali contributi, la rimessa in opera di un giardino botanico con tanto di fontana d'artista, visibile anche dall'interno della chiesa al fine di ricreare il luogo della meditazione e del ringraziamento per il creato. I nuovi interventi sono stati diretti dall'ingegnere Paolo Donatelli, realizzati dalla ditta Giovannini Geom. Paolo e supervisionati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico dell’Umbria.
Un altro progetto da intraprendere è quello per la sistemazione della cappella adiacente al presbiterio, che si intende riservare ad area battesimale, rimettendo in opera il fonte ottagonale in travertino disegnato negli anni Sessanta dall'artista prof. Vittorio Cecchi. Questi lavori costituiscono l'inizio di un lungo periodo di valorizzazione dell'edificio avvalorata da uno studio scientifico di Giuseppe Cassio, il quale ha affrontato le vicende architettoniche, artistiche e religiose della chiesa alla luce di una vasta congerie di fonti archivistiche e bibliografiche. Questo studio risulta davvero fondamentale per la proposta di erigere la chiesa di San Francesco a santuario diocesano. Altri lavori, molto consistenti sono ancora da realizzare: dal consolidamento e restauro della facciata e dei particolari decorativi del campanile quattrocentesco, alle coperture della chiesa e della torre con la collocazione di un nuovo castello campanario autoportante e non lesivo per le strutture. In ultimo occorre operare ad un controllo sullo stato di conservazione degli affreschi della cappella Paradisi.



2/10/2003 ore 1:25
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