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Terni: all'azienda ospedaliera del "S.Maria" importanti passi avanti nella guarigione di ferite e piaghe attraverso l'impiego del "gel piastrinico"
Il Centro trasfusionale dell’Azienda ospedaliera “Santa Maria” di Terni, diretto dal dr. Giampaolo Palazzesi, ha iniziato da qualche mese ad applicare una nuova procedura per la cura delle ulcere diabetiche, vascolari e da decubito. La nuova procedura, non invasiva, prevede l’applicazione sulla piaga di un gel derivato dalle piastrine del paziente stesso. Attraverso questo sistema, le ferite e le piaghe possono guarire più in fretta. “Il gel piastrinico - afferma il dr. Augusto Scaccetti, dirigente medico del Servizio trasfusionale del Santa Maria - viene prodotto dal prelievo del sangue del paziente affetto dalla lesione. Il sangue viene separato, le piastrine il plasma vengono utilizzati per produrre il gel mentre i globuli rossi vengono reinfusi al paziente nella stessa mattinata. Una volta ottenuto, il gel viene semplicemente posizionato sulla lesione prevedendo il supporto finale di medicazioni avanzate”. Si garantisce una ricostruzione totale dei tessuti evitando che le lesioni stesse si protraggano per anni con notevoli costi sociali. “Il prodotto - spiega ancora il dr. Scaccetti - può essere congelato a meno 40°C per utilizzarlo in diverse applicazioni nel tempo. L'attivazione si esegue al momento dell'uso, tramite l'impiego del calcio gluconato e di trombina autologa ad azione coagulante. Si ottiene una gelatina ben malleabile e manipolabile che viene applicata nella sede della lesione”. Come detto, le ferite, le piaghe e le fratture possono guarire più in fretta. I fattori di crescita del gel piastrinico sono capaci di stimolare diversi meccanismi cellulari tra cui l'angiogenesi, la chemiotassi dei macrofagi, la proliferazione e la migrazione dei fibroblasti e la sintesi del collagene. Si ha inoltre un importante effetto nell’alleviare il dolore fin dalle prime applicazioni. “Nell'arco di un paio d'anni - dichiara il dirigente medico del Servizio trasfusionale dell’ospedale di Terni - i suoi impieghi sono raddoppiati. Attualmente lo si applica nella chirurgia maxillo-facciale soprattutto per rialzare il seno mascellare e renderlo idoneo per un impianto, nella cura delle ulcere diabetiche, vascolari e da decubito, nella rimarginazione degli esiti di interventi di cardiochirurgia. Di recente la metodica è applicata anche in ortopedia per risolvere la pseudoartrosi, per applicare protesi e accelerare la guarigione delle fratture”. La produzione del gel è a bassissimo costo paragonandola agli elevatissimi costi di altri tessuti. Il gel di piastrine è un nuovo emocomponente, risultato dall'attivazione del mix di due emocomponenti tradizionali: il concentrato piastrinico e il crioprecipitato. La dimostrazione della sua efficacia nel favorire la rigenerazione ossea, ha indotto ad esplorare la possibilità di sottoporre allo stesso trattamento i tessuti cutanei lesi (ulcere, piaghe, lesioni croniche), indipendentemente dalla loro natura (traumatica, vascolare, neuropatica, diabetica, ecc…), per facilitarne la crescita, ridurne il tempo di guarigione e diminuire anche in modo significativo i costi economici relativi alle degenze di questi malati. Sono sufficienti tre giorni, affinché con il gel di piastrine si possa ottenere una significativa granulazione dei tessuti. Le applicazioni successive consolidano il processo di guarigione. Per informazioni e accesso ai servizi si può contattare il Servizio trasfusionale del “S. Maria” di Terni, ubicato al primo seminterrato della struttura ospedaliera, ai numeri telefonici 0744/205678 – 205363.
3/4/2006 ore 11:35
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