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Schifanoia, le dipendenti del canile contro Bigaroni: "ci ha abbandonate al nostro destino e noi rischiamo di rimanere senza lavoro"
Se il canile di Schifanoia dovesse chiudere, ci saranno otto dipendenti che rischiano di rimanere senza lavoro. Ad avanzare l’inquietante ipotesi è il consigliere comunale Sergio Bruschini (Pdl) il quale sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione. “Le dipendenti (tutte donne) – afferma l’esponente di minoranza – sono molto preoccupate, perché lo scenario che si sta prefigurando non prevede nulla di buono per il loro futuro. Se il Comune andrà a realizzare il nuovo canile di Maratta e lo dovesse fare, come annunciato, avvalendosi della collaborazione dell’Enpa regionale, la struttura avrebbe bisogno di pochissime persone per andare avanti, il grosso del lavoro, infatti, lo farebbero a titolo gratuito i volontari dell’associazione. Nel contempo, una volta aperto il canile comunale, ben difficilmente quello esistente avrebbe più ragione di esistere, da qui il fondato sospetto che per gli attuali otto dipendenti si parlerebbe di licenziamento pressoché certo”. La preoccupazione dei lavoratori impegnati nel canile di Schifanoia traspare in modo netto dalle loro parole: “abbiamo provato – dicono - a dialogare con il sindaco, cercando di fargli capire la drammaticità della situazione, sottolineando il fatto che per noi il posto di lavoro è sacro come per qualunque altro cittadino, ma non c’è stato verso di intendersi”. “La notizia riguardante la possibile realizzazione di una nuova struttura a Maratta – sottolineano le dipendenti del canile - ci ha colto letteralmente di sorpresa. Nessuna di noi mai avrebbe pensato che dopo la convenzione approvata e sottoscritta dall’amministrazione comunale, le cose potessero cambiare in modo così repentino. Il canile che amorevolmente gestiamo da tanti anni è ben attrezzato, garantisce confort, cure, sicurezza e pulizia, agli animali che vi sono ospitati, non c’è mai stato una lamentela, mai un problema legato ad una qualsiasi forma di disservizio a differenza magari di quanto accade in altre strutture in giro per l’Italia. Non capiamo – insistono le dipendenti del canile – quale sia la ragione di realizzare una nuova struttura quando quella che c’è funziona benissimo. Tanto pià che c’è una convenzione sottoscritta tra le parti, che il Comune non ha esitato a stracciare. Il sindaco ci ha detto che è tutta una questione legata a una riduzione dei costi, ma per risparmiare non si può pensare di mandare a casa otto lavoratori. Bigaroni – concludono le dipendenti del canile – dopo le nostre insistenze si è mostrato persino scocciato, come se stessimo a parlare di cose futili. E forse è stato questo suo atteggiamento di chiusura rispetto a tutto il discorso che ci ha deluso di più e ci preoccupa”.
18/9/2009 ore 0:24
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