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Produrre "in casa" l'energia elettrica necessaria al fabbisogno dei narnesi, con la quantità di acqua che abbiamo si potrebbe anche fare
Si sta andando alla ricerca di qualsiasi "salto", qualsiasi possibilità di poter creare una nuova centralina elettrica per produrre corrente ad uso "interno" del Comune. A lanciare la palla è stato Sergio Bruschini, capogruppo di Forza Italia, il quale ha osservato che anche nel nord dell'Umbria, ad Umbertide, per la precisione, si sia seguita questa strada, con grande avvedutezza. E che la possibilità di produzione elettrica potrebbe anche non essere così banale come potrebbe sembrare in un primo momento.
Le possibilità sono più d'una. La prima vicino alla zona industriale di Narni, vicino agli stabilimenti. Nel 1900 c'era un'opera di presa che produceva energia meccanica che è stata sufficiente a far partire la prima industrializzazione di Narni. Un'altra possibilità è data dalla grande sorgente di Stifone. Anche per quella sarebbe un ritorno al passato perché lì c'era la prima centrale elettrica messa in piedi dai narnesi, che se la storia orale non racconta frottole, è stata la seconda d'Italia, dopo quella di Milano. Ci sono ancora delle costruzioni che ricordano quella destinazione d'uso. La terza possibilità è a valle dello stabilimento della Terni Chimica. Minor salto ma maggiore portata per una produzione modesta, che potrebbe anche essere sufficiente al consumo interno dell'Amministrazione, che viene quantificato in 50.000 euro all'anno. E si potrebbero addirittura costruirle tutte e tre, attingendo ai finanziamenti messi in essere dal Ministero dell'Industria, attivando cantieri per lavori specializzati in un primo momento e ricchezza successivamente al quinto anno, quanto la vendita all'Enel dell'energia elettrica avrebbe ammortizzato qualsiasi spesa.
Sergio Bruschini ricorda come l'altissima automatizzazione delle centrali permetterebbe un funzionamento senza personale residente e ricorda infine come la stessa Asm di Terni abbia realizzato la centrale di Alviano che altro non è che lo sfruttamento della energia residua dell'impianto ben più grande dell'impianto di Corbara.

28/4/2003 ore 9:50
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