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Precipita la situazione nella vertenza Ast-Tsk, dopo le manifestazioni di protesta, una delegazione verrà ricevuta al Ministero dell'Industria
(M.P.) La chiusura di una parte dello stabilimento dell’Ast di Terni è quasi certa. Gli avvenimenti delle ultime ore, susseguitisi ad un ritmo drammaticamente frenetico, lasciano poco spazio alle speranze. Gli stessi uomini politici, il sindaco, il presidente della Provincia ed il vice presidente della Regione, hanno amaramente ammesso che la situazione è davvero molto critica. Durissime le parole usate dal sindaco Raffaelli per commentare questo atto di forza manifestato dalla Thissen Krupp nei confronti dell’azienda ternana, dei suoi lavoratori, della città e della regione in generale. Nella mattinata di giovedì 29 gennaio, quando è trapelata la notizia che confermava quelli che da alcuni giorni erano ormai i timori di tutti, è successo di tutto: i lavoratori, che già da alcuni giorni si erano mobilitati all’interno della fabbrica, si sono portati all’altezza di Ponte Le Cave e qui hanno bloccato il traffico. Hanno poi raggiunto il piazzale dell’hotel Garden, che si trova a poche decine di metri dagli svincoli del raccordo autostradale, e qui hanno dato vita ad un’altra manifestazione sapendo che in una saletta dell’albergo erano in riunione i rappresentati delle istituzioni locali e quelli della Thyssen. Ci sono stati anche alcuni momenti di tensione. Insomma è stata una giornata vissuta all’insegna della più totale mobilitazione e di iniziative di protesta, presidi, assemblee permanenti, tutto teso a scongiurare il rischio di chiusura del reparto che produce il lamierino magnetico all’interno dell’Ast. Così, come detto, sindacati e istituzioni hanno dato vita ad una task force al fianco degli operai e dei comitati di fabbrica per evitare lo stop della produzione del magnetico. Dopo i blocchi stradali, nel pomeriggio i lavoratori avevano fermato il traffico all’imbocco della E/45 e bloccato per alcuni minuti anche il traffico ferroviario, i presidi sindacali, gli operai si recheranno questa mattina Roma, dove, presso il Ministero dell'Industra e' in programma un incontro con le parti sociali. La speranza è che alla riunione prenda parte qualche pezzo da novanta del Governo e non un funzionario qualsiasi che non ha voci in capitolo. I lavoratori vorrebbero che fosse il Ministro stesso a prendere in mano la delicata questione ed a rassicurare i circa 900 lavoratori ternani che da qui a pochissimo tempo rischiano di rimanere senza posto di lavoro. L’impegno che il Governo ha messo per porre delle toppe a situazioni gravi che hanno investito negli ultimi tempi l’economia italiana (a suo tempo la Fiat, più recentemente Parmalat) vorremmo che venisse applicato anche nella vicenda riguardante le acciaierie ternane. ''Valuteremo nelle prossime ore -ha precisato il sindaco di Terni Paolo Raffaelli- ulteriori iniziative compreso lo sciopero generale e per difendere il tessuto sociale ed economico della citta' e della regione da scelte gestionali che andrebbero a penalizzare tanti lavoratori e le loro famiglie''.
30/1/2004 ore 1:45
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