Lunedì 28/09/2020
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Parcheggio e ascensore chiusi, negozi pure, l'altra faccia del festival presenta una Narni da bocciare
Se dal punto di vista artistico-musicale la serata inaugurale del “Black Festival” è stato un successo, dal lato per così dire "logistico" qualcosa non ha funzionato. Accanto alla lode che va fatta all’amministrazione per il programma del festival e per l’organizzazione artistica impeccabile, una bella tirata d’orecchie va data a sindaco, assessori e al comune tutto. Più di qualche cittadino ha manifestato la sua delusione per un qualcosa che a pensarci bene ha dell’incredibile. Il parcheggio più grande e attrezzato di Narni, quello del Suffragio, ha chiuso le sue invalicabili sbarre alle ore 22.00! In pieno festival quindi. Il caso si presenta spesso anche durante la corsa all’Anello, quando, diversi turisti o semplicemente qualche narnese proveniente dalle frazioni, si sono dovuti attaccare al campanello o al telefono implorando l’addetto di turno a venire ad aprire la sbarra. Ma come è possibile, si chiedono in molti, che una città come Narni che vuole perseguire, almeno a detta degli amministratori, uno sviluppo integrato basato sul turismo, tenga chiuso come una cassaforte l’unico parcheggio in grado di accogliere un numero sufficiente di macchine così da non intasare le vie del centro storico evitando disagi di ogni tipo? A completare il quadro allarmante dei disservizi verificatisi ieri sera, dobbiamo registrare un altro particolare sconcertante. Anche gli ascensori del Suffraggio erano fermi. Tanto se il parcheggio è chiuso, gli ascensori che li teniamo aperti a fare? Deve aver pensato qualcuno. Naturalmente sarà dipeso da un guasto imprevisto, ma doveva proprio succedere durante lo svolgersi della prima serata della manifestazione culturale più importante del comune di Narni, dopo la corsa all’Anello?
Un’altra tiratina d’orecchie la meritano poi i commercianti del centro storico che hanno ritenuto giusto di dover tenere abbassate le saracinesche e spente le luci delle loro vetrine. Un quadro desolante che male si conciliava con l’atomosfera festosa che si respirava lungo Via Garibaldi e in Piazza dei Priori. L’atteggiamento dei commercianti, non nuovo in concomitanza di manifestazioni organizzate nel centro storico, cozza contro gli annosi piagnistei che loro stessi ripetono continuamente come una litania quando si tratta di sottolineare che il commercio in centro soffre di una forte crisi. C’era stata l’idea poi tramontata, forse per i tempi ristretti dell’organizzazione, di allestire vetrine in tema con il Black Festival ma non se ne è fatto niente. Ma almeno un po’ di corrente si poteva sprecare per dare l’idea ai turisti di passaggio per ammirare la Morris che a Narni esiste qualcosa. C’è tempo per recuperare, ma forse nelle iniziative bisogna crederci fino in fondo e non criticarle e basta. (C.A.)
27/8/2003 ore 16:09
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