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Ospedale comprensoriale: Fiordi è preoccupato per le continue "incomprensioni" che ci sono tra Narni ed Amelia: "Così si sgretola tutto"
"Leggo sulla stampa che ad Amelia sta nascendo un comitato per boicottare l'ospedale Narnese, in risposta alle posizioni democraticamente espresse dal Tribunale dei diritti del malato di Narni. L'azione consisterebbe nel dirottare le richieste di prestazioni sanitarie degli amerini su Terni, Orvieto e eventualmente fuori Regione. Se così è il problema è risolto: non c'è bisogno di costruire in nuovo ospedale a Cammartana in posizione svantaggiata per Narni e più favorevole per Amelia". Caustico e pungente, il consigliere repubblicano Piero Fiordi mette sale sulle ferite ancora aperte della sanità comprensoriale. E evidenzia le fratture che ancora dividono le due città su un tema che al contrario dovrebbe avvicinare le comunità per cercare di trovare risposte efficaci a una questione che si strascina senza soluzione di continuità ormai da troppo tempo. E infatti, il consigliere repubblicano prosegue nel suo intervento affermando che "sul nuovo ospedale se ne sono dette e fatte di tutti i colori. Quanti ricordano il documento votato da tutti i gruppi consigliari eccetto quello repubblicano dal consiglio comunale di Narni il 23 giugno scorso? Quel documento era sconosciuto sia alla Asl sia alla Regione che poi sono gli organi competenti in materia. Quel documento era già quindi carta straccia visto che la Regione era di tutt'altro avviso. E' passato un altro anno e la sanità Narnese-Amerina con la chimera della costruzione di una nuova sede si sta sgretolando progressivamente e se continua così fra qualche anno non avremo più nulla". Previsioni nere insomma che però sono, forse estremizzando, specchio di quanto sta effettivamente accadendo. Esistono ostacoli che sembrano impossibili da superare, divisioni che continuano a frammentare gli schieramenti politici, esternazioni che assomigliano più spesso a terremoti piuttosto che a suggerimenti utili. Esiste insomma una situzione da recuperare in nome non soltanto di una unità territoriale sempre più chimera. In nome di un servizio essenziale sia per la salute dei cittadini sia per le prospettive di sviluppo del comprensorio. A meno che non si voglia giungere alla conclusione auspicata da Fiordi: che tra qualche anno non avremo più nulla.
24/9/2004 ore 17:45
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