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Opere d'arte rubate nelle chiese narnesi ritrovate dai carabinieri in una villa di un professionista romano
Le opere d'arte tornano a casa. Erano state rubate in alcune chiese di Narni una decina di anni fa. E' stato grazie al prezioso lavoro svolto dall'Arma dei carabinieri che è stato possibile recuperarle. La refurtiva era all’interno di una villa sulla Cassia a Roma. Il proprietario, un professionista, aveva trasformato alcune stanze di quella lussuosa casa in una sorta di museo, pieno zeppo di opere d’arte di pregio. Gran parte di queste sono risultate rubate. Ed in mezzo ai reperti recuperati ce n’erano alcuni che erano stati asportati una decina di anni fa presso tre chiese narnesi: il Duomo, Santa Maria della Quercia, San Francesco e il Santuario della Madonna del Ponte. Nello specifico si tratta delll’immagine su tela di Santa Caterina, ‘tagliata’ con una lama da un quadro molto grande, di un quadro raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, altri quadretti con immagini sacre e addirittura di alcune pezzi di pietra, divelti dal pavimento della chiesa di San Francesco. A ritrovare queste opere, insieme a tante altre che risultavano essere state rubate in chiese della provincia di Terni, Viterbo e della bassa toscana, sono stati i carabinieri della stazione Monte Mario di Roma. I militari si erano recati nella villa del professionista per effettuare dei controlli, e sono rimasti sbigottiti nello scoprire l’imponente museo realizzato al suo interno dal proprietario. Questi, quando gli è stata chiesta quale fosse la provenienza di tutte quelle opere d’arte, ha provato a giustificarsi affermando di averle acquistate presso dei non meglio identificati rivenditori. Nei confronti dell’uomo è scattata la denuncia per ricettazione. Una volta espletato l’iter riguardante la riconsegna ai legittimi proprietari degli oggetti trafugati, è stato possibile organizzare la cerimonia della riconsegna che ha avuto luogo all’interno della Cattedrale di Narni. Erano presenti il vescovo Giuseppe Piemontese, il prefetto di Terni Angela Pagliuca, il sindaco Francesco De Rebotti, I marescialli Luca De Rosa e Ciro Perna, ed i parroci delle chiese coinvolte nel furto sacrilego, monsignor Giorgio Brodoloni e don Sergio Rossini.
1/7/2016 ore 3:25
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