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Narni: un appello alle istituzioni dal consiglio comunale indetto per ricordare i quattro morti nella tragedia di Campello
“Basta con queste stragi!”. Il fermo monito lanciato dal presidente regionale dell’Anmi (associazione nazionale mutilati e invalidi) Gianfranco Colasanti, è risuonato all’interno del teatro comunale “Giuseppe Manini” di Narni dove ieri pomeriggio era stata indetta una seduta straordinaria in memoria delle quattro persone perite nella sciagura di Campello sul Clitunno. Colasanti, che da anni vive sulla sedia a rotelle proprio a seguito di un incidente sul lavoro, ha usato parole dure per sottolineare i drammatici esiti dell’ennesima tragedia accaduta in un luogo di lavoro. “Tremila morti all’anno sono un tributo troppo grande per la nostra comunità – ha detto -, soprattutto per un paese come l’Italia che è tra i più emancipati e all’avanguardia”. Al consiglio comunale straordinario non c’erano grandi folle: la gente comune ha ignorato l’evento mentre la partecipazione delle forze politiche è stata compatta. Oltre al sindaco Stefano Bigaroni ed alla giunta al completo, erano presenti il sindaco di Terni Paolo Raffaelli, la vice presidente del consiglio regionale Mara Gilioni, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mario Giovanetti, i consiglieri provinciali Roberto Montagnoli e Gabriella Tassi e Lucia Rossi, segretario provinciale della Cgil e Giulio Cesare Proietti in rappresentanza della Cna di Terni. Presenti anche numerosi consiglieri della maggioranza e della opposizione. Bigaroni nel suo intervento ha parlato di “terribile tragedia che ha scosso la nostra comunità” ed ha ricordato in particolare i due morti narnesi: Maurizio Manili e Giuseppe Coletti, “due uomini – ha detto il sindaco – attaccati al lavoro, alla famiglia ed alla nostra terra”. Il sindaco di Terni Raffaelli, presente all’assise di Narni “per portare la solidarietà dei ternani alla municipalità narnese”, ha sottolineato la necessità di rafforzare azioni comuni in difesa della massima sicurezza sui luoghi di lavoro. “Tutte le componenti, dalla scuola, alla Asl e alle istituzioni – ha detto Raffaelli – dovranno svolgere un ruolo fondamentale di educazione al concetto di sicurezza e di controllo”. Al consiglio comunale era presente anche Antonio Coletti, fratello di una delle vittime della tragedia di Campello. Piangeva nel ricordare quel fratello maggiore che abitava da anni ad Amelia ma vedeva spesso. “Sono distrutto – ha detto mentre Raffaelli e Bigaroni cercavano di confortarlo – ma non ho voluto mancare a questo appuntamento”.

28/11/2006 ore 0:10
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