Martedì 17/09/2019
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Narni: torna l'incubo dell'eroina in città, siringhe abbandonate nella zona del Montagnone, ma anche alla Rocca e a Narni Scalo
Siringhe abbandonate. A decine e tutte sporche di sangue, a conferma, inequivocabilmente, che sono state usate da qualcuno. E’ bastato compiere un giro ricognitivo nei luoghi tradizionalmente frequentati dai tossicodipendenti per rinvenire questi drammatici strumenti utilizzati per iniettarsi dell’eroina nelle vene. Almeno una ventina le siringhe rinvenute nella zona del Montagnone, a poche decine di metri dalle case del quartiere di Santa Lucia, sia sul piazzale antistante l’ex ristorante che lungo una stradina che si inerpica verso il bosco. Negli stessi luoghi già in passato gli abitanti della zona avevano più volte segnalato uno strano andirivieni di automobili con a bordo persone di tutte le età, soprattutto nelle ore serali e fino a tarda notte. Altre siringhe si trovano sul piazzale che si affaccia davanti alla Rocca, a San Girolamo, lungo la stradina che porta al Bastione ed ancora nelle zone basse della città: Funaria, Santa Rosa e lungo la strada di San Cassiano. Qualcuno riferisce di aver trovato alcune siringhe abbandonate in mezzo all’erba anche in fondo al parco pubblico di Narni Scalo e questo è un fatto ancora più allarmante perché quello è un luogo frequentato ogni giorno da centinaia di bambini con le loro mamme. Non sorprende più di tanto la scoperta di tante siringhe nella immediata periferia della città; solo qualche giorno fa i carabinieri avevano fermato una coppia di 47enni, un uomo e una donna, lungo via Tuderte a Narni Scalo; i due avevano con loro una siringa e un modico quantitativo di eroina, giusto quanta ne basta per evitare la denuncia penale e far passare quel possesso come droga ad uso personale. L’età dei due (lui residente a Terni, lei a Narni Scalo), conferma che ancora oggi coloro che hanno iniziato a bucarsi negli anni settanta sono rimasti affezionati all’eroina, la più terribile e devastante delle sostanze. Al Sert di Narni Scalo non fanno misteri del gran lavoro che viene dato agli operatori dai tantissimi tossicodipendenti, ex eroinomani o attuali assuntori. “Il fenomeno – dicono – si è stabilizzato negli ultimi anni, ma questo non vuol dire che a Narni non si faccia ancora molto uso di eroina”. Tutti sopra i trenta anni e gran parte sopra ai quaranta, gli assistiti; tra questi c’è molta gente che è riuscita a smettere di bucarsi ma deve comunque recarsi al Sert per assumere dei farmaci che limitano il rischio di una ricaduta. Ma non tutti resistono al “vizio” e la voglia di bucarsi diventa spesso più forte della volontà di curarsi presso le strutture dell’Asl. D’altronde la presenza di tutte queste siringhe in varie zone della città è un fatto inconfutabile poiché si trovano in luoghi noti da sempre come “rifugio” di tossicodipendenti. I carabinieri delle due stazioni di Narni centro e Narni Scalo, svolgono costantemente un duro lavoro di repressione, controllano le zone a rischio, ma questo evidentemente non basta a sconfiggere il fenomeno. Le forze dell’ordine hanno uno schedario dove ci sono scritti i nomi degli assuntori che nel tempo sono saliti alla ribalta delle cronache. In quello stesso registro figurano, purtroppo, anche i nomi delle numerose vittime che negli ultimi trenta anni hanno pagato con la vita questa loro dipendenza, facendo assurgere Narni in cima alla non invidiabile classifica delle città umbre dove si fa forte uso di droga.
6/8/2009 ore 1:08
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