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Narni: stretta finale per la vicenda swap, sindaci, assessori e dirigenti chiamati a rimborsare allo Stato 470mila euro
Si sarebbero affidati ad uno studio legale perugino sindaci, assessori e dirigenti comunali narnesi incappati nella grana degli swap. In tutto una quindicina di persone che dovranno rifondere allo Stato una cifra che si aggira sui 470mila euro, a fronte di varie sottoscrizioni riguardanti i famigerati strumenti finanziari, effettuate tra il 2000 ed il 2006. Un’articolata serie di indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Terni, aveva permesso di individuare delle irregolarità, sul fronte degli swap, commesse non solo dal comune di Narni, ma da quello di Terni e di altre città umbre. Le Fiamme Gialle, su mandato della Corte dei Conti, hanno controllato atti e delibere, riguardanti un periodo che va dall’inizio della vicenda fino alla metà degli anni Duemila. L’inchiesta ha riguardato sindaci, assessori e dirigenti ad ognuno dei quali è stato chiesto di rifondere lo Stato per importi di una certa rilevanza. Il tutto in relazione al ruolo svolto nel periodo posto sotto osservazione e dunque al grado di responsabilità che ognuno di essi ha avuto nella vicenda. C’è insomma chi dovrà tirar fuori di tasca propria più di 60mila euro, mentre altri se la caveranno con meno di 2mila. La Corte dei Conti provvederà nei prossimi giorni a chiamare uno ad uno dei personaggi coinvolti nella vicenda e ad ognuno di loro presenterà il conto. Ci sarà la possibilità di fare ricorso, con il rischio tuttavia che in caso di mancato accoglimento la cifra iniziale si gonfierà per colpa degli interessi. In Comune si preferisce il silenzio e nessuno ha voglia di commentare la vicenda. Il sindaco Stefano Bigaroni ribadisce quello che aveva detto un mese fa: “sembrerà un paradosso, ma con gli swap il Comune di Narni ci ha solo guadagnato”. IL sindaco, insomma, si dice tranquillo rispetto alla piega che prenderà la vicenda relativa alle operazioni di finanza derivata contestata dalla Corte dei Conti al Comune di Narni. l 2005. “Abbiamo ricevuto – spiega il sindaco di Narni - la lettera nella quale ci viene richiesto dalla Corte dei Conti di presentare le nostre contro deduzioni. L’intervento della magistratura contabile riguarda moltissimi altri comuni, ma a differenza della maggior parte degli enti ‘indagati’ noi, grazie all’attivazione di questo specifico strumento finanziario, abbiamo permesso alla comunità narnese di risparmiare, nel giro di circa quattro anni, centinaia di migliaia di euro. E’ stato dunque – continua Bigaroni – un investimento che ha funzionato e che ci ha permesso di risparmiare molti soldi, a differenza di quello che sarebbe accaduto se al posto degli swap avessimo acceso di mutui con istituti di credito”. La lettera della Corte dei Conti è arrivata già da tempo a circa 15 persone: due sindaci (Annesi e Bigaroni), altrettanti dirigenti e poi tutti gli assessori che hanno fatto parte della giunta che guidava Narni nel 2001 e di quella (primo mandato Bigaroni) che ha ammnistrato la città fino al 2005.
13/12/2011 ore 0:55
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