Giovedì 09/07/2020
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Narni: si dimette l'assessore Andrea Silipo a seguito della vicenda legata ad un abuso edilizio fatto nella casa dove abita
Dimissioni. L'assessore comunale Andrea Silipo non ha avuto esitazioni e dopo aver riflettuto a lungo sulla vicenda che nei giorni scorsi lo aveva portato alla ribalta delle cronache cittadine (era stato accusato di aver costruito abusivamente una piscina nella villa di sua proprietà, situata alle porte di Narni), ha deciso di fare il grande passo, rimettendo nelle mani del sindaco Bigaroni le deleghe (Bilancio e Turismo le più importanti) che questi gli aveva affidato due anni fa. Il primo cittadino non ha ancora detto se le dimissioni di Silipo verranno accettate o meno: "parlerò giovedì (dopodomani n.d.r.) in Consiglio Comunale – ha affermato liquidando il cronista -: certe questioni vanno chiarite in modo ufficiale davanti ai rappresentanti dei cittadini". Stop ad altri commenti. Il sindaco è stato colto di sorpresa dalla decisione di Silipo, anche se era stato proprio il primo cittadino, all'indomani della "denuncia" fatta da alcuni esponenti della minoranza, i quali avevano chiesto di fare chiarezza rispetto all'ipotesi di abuso edilizio commesso dall'assessore, a chiedere al suo collaboratore di spiegare ai cittadini l'accaduto. E Silipo ha obbedito, convocando i rappresentanti della stampa locale in una saletta di Palazzo Eroli, dove erano presenti - "per solidarietà" - anche gli assessori Daniele Latini, Simona Bozza e Roberta Isidori. Quello di Silipo, che alla conferenza stampa si è presentato accompagnato dalla moglie, è stato uno sfogo in piena regola, triste e amaro, con una nota polemica nei confronti dei consiglieri del Partito delle Libertà "che hanno voluto montare un caso intorno a quello che è stato da loro considerato un abuso edilizio di estrema gravità per Narni e per i cittadini". Silipo ha comunque ammesso le sue colpe: "è vero è stata costruita una piccola piscina in una parte del giardino della casa in cui vivo e che si affaccia sulle Gole del Nera. L'intervento è stato compiuto prima ancora che gli uffici preposti rilasciassero le autorizzazioni necessarie, ma questo solo per accelerare una operazione di bonifica che ho voluto fare a mie spese su tutto il costone sottostante alla mia abitazione e che negli scorsi decenni, grazie alla vegetazione lasciata crescere in modo disordinato, era stato spesso divorato dagli incendi. Per il timore che uno di questi roghi potesse prima o poi minacciare la nostra abitazione e quelle vicine, ho dato ordine di avviare i lavori di bonifica e contestualmente quelli della costruzione della piccola piscina, che peraltro non deturpa in alcun modo il panorama, essendo stata interrata totalmente. Ho commesso una leggerezza essendo certo – ha sottolineato Silipo -, che si trattava di un intervento rispettoso dei diversi vincoli imposti su questa zona paesaggisticamente delicatissima, sapendo altresì che attraverso il pagamento di una ammenda stabilita dalle normative comunali, avremmo ottenuto la sanatoria. Riconosco, tuttavia, che comportandomi diversamente, avrei dovuto anteporre il rispetto delle procedure a tutto il resto; anche per evitare che come amministratore pubblico venissi poi additato da qualcuno, come è accaduto, come uno che va in cerca di privilegi personali".


2/9/2008 ore 11:33
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