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Narni: sdegno in città nei confronti di quei negozianti che venerdi non hanno partecipato alla serrata in difesa dell'Ast
Una questione di stile. Che non per tutti si gestisce allo stesso modo. E' successo così che, venerdi scorso, in occasione dello sciopero generale indetto per manifestare contro la decisione della Thyssen Krupp di mandare a casa più di cinquecento lavoratori, sul nostro territorio ci siano stati commercianti che hanno deciso di non aderire alla serrata. A Narni centro come a Narni Scalo si sono contati alcuni esercizi (pochi in verità), che nel corso della mattinata, mentre tutti gli altri avevano abbassato la saracinesca, hanno svolto la loro attività come se niente fosse. Non ci interessa fare dei nomi, nè dare indicazioni rispetto a chi ha deciso di andare contro corrente; non è nel nostro stile. Tanto lo hanno visto tutti chi era aperto e chi era chiuso. Ma questo ha suscitato i commenti fortemente negativi, ivi compresa l'indignazione, da parte dei cittadini e di quei commercianti solidali, i quali hanno stigmatizzato questo tipo di comportamento. Certo è che coloro che hanno deciso di continuare a battere scontrini, mentre a pochi chilometri di distanza decine di migliaia di persone scendevano in piazza per lanciare il loro grido di dolore all'indirizzo di chi vorrebbe licenziare centinaia di operai, non hanno dato una grande dimostrazione di sensibilità. Anzi, lasciando aperti i loro negozi hanno chiaramente mostrato a tutti che a loro della crisi dell'Ast importa poco o, forse, niente. Più importante era non perdere l'incasso, che, proprio in virtù del fatto che il 95% degli esercizi commerciali erano chiusi, hanno addirittura fatto affari, in quanto, c'è stato chi, piuttosto che boicottare la mancata serrata, ha approfittato delle botteghe aperte per fare spesa. Insomma, un'occasione persa che denota uno scarso acume, perchè evidentemente quei commercianti narnesi che non hanno aderito alla serrata, hanno dimostrato di non capire che la crisi delle acciaierie non riguarda solo quelli che ci lavorano, ma un tessuto connettivo molto più ampio. Che coinvolge tutti noi.
(La foto mostra alcuni negozi di via Tuderte, chiusi in segno di solidarietà)
20/10/2014 ore 2:35
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