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Narni Scalo: nuovi dubbi sul possibile "contagio" di amianto per le vacche che pascolano dentro all'ex Spea
La battaglia di Niccolò Francesconi (Coordinatore regionale della Destra Libertaria – Pdl) sulla questione dell’amianto presente nei terreni della ex Spea di Narni Scalo, si arricchisce di un nuovo capitolo. Il dubbio di Francesconi era, ed è, quello di stabilire se l’amianto potenzialmente liberato nell’aria dalle lastre di eternit che costituiscono gran parte delle coperture di quel che resta dello stabilimento militare della Spea, possa essere ingerito dalle decine di vacche che pascolano su quei terreni. Tempo fa il dottor Antonio Liberati, medico della Asl 4, disse chiaro e tondo che “l’amianto eventualmente ingerito dai bovini non è pericoloso per la salute dell’uomo”, ora Francescano ribalta questa teoria affidandosi al parere di un avvocato, Ezio Bonanni, esperto in questioni di amianto. “Bonanni – afferma Francesconi – ha detto chiaramente che è strano e singolare che un medico della Asl possa aver detto che i cittadini possono stare tranquilli. Le mucche che pascolano su dei terreni dove c’è presenza di amianto, oltre che respirare questa pericolosa sostanza, la mangiano anche, in quanto si deposita sull'erba e nei terreni stessi. Francesconi ricorda poi che “in Italia non esiste una regolamentazione in ordine all'amianto presente eventualmente nell'acqua e nei cibi. Esistono delle ricerche fatte negli Stati Uniti e nell'America del Nord nelle quali si afferma che non ci sarebbero rischi. Tuttavia – insiste l’esponente della destra Libertaria – c’è un’altra indagine che ha dato dei risultati fatti attraverso dei rilievi epidemiologici che parlano di effetti cancerogeni”. “Le nostre paure quindi – conclude Francesconi – riaffiorano nuovamente; a noi interessa il bene dei cittadini quindi è opportuno che, una volta per tutte, si faccia chiarezza intorno a questo delicatissimo argomento e venga spiegato dalle autorità sanitarie se le carni di questi animali possono davvero essere contaminate oppure no”.

23/2/2010 ore 0:05
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