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Narni Scalo: il georgiano arrestato avrebbe anche picchiato il figlioletto di un anno e mezzo prima di barricarsi in casa
Sarebbe arrivato persino a picchiarlo, senza avere quel minimo di pietà e di rispetto che riescono ad avere, nei confronti della propria prole, persino gli animali. Il 25enne georgiano, arrestato due sere fa dai carabinieri di Narni Scalo, non si è dunque limitato a barricarsi in casa con il figlioletto di un anno e mezzo, dopo aver violentemente litigato con la propria compagna 21enne (georgiana anche lei e madre del piccolo), e dopo averla sbattuta fuori di casa, ma avrebbe anche percosso il proprio bambino minacciando di ucciderlo. Percosse che l’uomo, in Italia clandestinamente da un mese e mezzo, avrebbe già esercitato nelle settimane scorse sia nei confronti del figlioletto che della compagna. L’altra sera la poveretta in preda alla disperazione si è precipitata in strada, nella centrale via Tuderte, ed è corsa verso la caserma dei carabinieri, chiedendo aiuto. I militari sono stati costretti a buttare giù la porta per entrare in casa, dove l’uomo era in preda ad un raptus di follia. Il bambino era chiuso in una stanza, al buio e stava piangendo disperatamente. I carabinieri hanno appurato che il padre aveva ripetutamente percosso il piccolo, una circostanza questa che non farebbe che aggravare la posizione del georgiano il quale dovrà rispondere al giudice di una lunga sfilza di reati, tutti molto pesanti. Si va dal maltrattamento in famiglia al mancato rispetto di un precedente ordine del questore di Terni di lasciare il territorio nazionale, in quanto clandestino. Ma il capo di accusa più grave, qualora dovesse essere confermato, è proprio quello delle percosse fatte ad un bimbo di un anno e mezzo, peraltro sangue del proprio sangue. Il grave episodio ha scosso l’intera comunità di Narni Scalo. L’altra sera quando nell’appartamento di via Tuderte, nei pressi del bar La Baita, occupato dalla coppia di stranieri e dal loro bambino, è scoppiata la lite, i vicini hanno capito subito che stava accadendo qualcosa di grave. Urla, minacce, il pianto disperato del piccolo e quello della mamma che alla fine, urlando, è corsa dai carabinieri per chiedere aiuto. La giovane è entrata come una furia dentro alla caserma e con un italiano stentato ha raccontato al comandante Guglielmo Apuzzo quello che stava succedendo. Il luogotenente ha capito che non c’era un attimo da perdere e insieme ai suoi uomini, a bordo dell’auto di servizio lanciata a sirene spiegate, è corso verso l’abitazione della coppia. Il resto è storia nota; l’uomo è stato ammanettato e accompagnato in caserma. Per il georgiano si sono spalancate le porte del carcere di Sabbione. Giovedi prossimo, 18 novembre, dovrà comparire davanti al giudice. Nel frattempo il bambino, assistito dalla giovane madre, si trova in ospedale dove i medici hanno preferito trattenerlo in osservazione.
(Nella foto il comandante della stazione dei carabinieri di Narni Scalo, luogotenente Guglielmo Apuzzo)
12/11/2010 ore 2:33
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