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Narni: l'assessore De Rebotti annuncia l'arrivo di 30.000 euro per il restauro dell'Annunciazione del Benozzo Gozzoli
Il sasso nello stagno gettato dai soci del Lions Club di Narni per scuotere l’opinione pubblica riguardo alle precarie condizioni della tavola del Gozzoli che riproduce l’Annunciazione, ha sortito gli effetti sperati. Il Lions prima di Natale aveva annunciato una raccolta di fondi da mettere a disposizione per il recupero della preziosa opera d’arte che giace da anni in una sala del Vescovado. Quella dei soci narnesi del Lions voleva essere una provocazione nei confronti delle istituzioni, dal momento che già in passato proprio dalla stessa organizzazione umanitaria erano arrivati i soldi per provvedere al restauro della tavola del Gozzoli. Restauri che, a quanto pare, non erano stati eseguiti a regola d’arte dalle ditte incaricate, tanto che i gravi problemi sono puntualmente riemersi sotto forma di inquietanti rigonfiamenti della pellicola pittorica. Buone notizie sembrano arrivare per la risoluzione definitiva dei problemi ed è lo stesso assessore alla Cultura del Comune di Narni, Francesco De Rebotti, a rivelare che ci sono i soldi per fare l’intervento di restauro. “Dopo numerosi interventi – spiega De Rebotti -, finanziati tra gli altri anche dal Lions Club di Narni, che non hanno però risolto in modo definitivo i problemi, siamo riusciti a schiodare una situazione che era ferma da anni. Grazie al diretto interessamento del direttore regionale per i Beni Culturali Arch. Scoppola e di un lungo lavoro dei relativi uffici comunali competenti, il Ministero per i Beni Culturali, con decreto dell’11 novembre 2008, ha stanziato la somma di 30.000 euro per far si che il dipinto possa essere definitivamente ‘curato’ e collocato nel museo cittadino di Palazzo Eroli. Per il delicato intervento si sta coinvolgendo anche l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma ed esperti del settore, oltre alla Regione Umbria, alla quale è stato chiesto di finanziare la teca climatizzata, che conserverà nel tempo il prezioso dipinto, a restauro ultimato”. Per De Rebotti “questo è il risultato non di un'azione estemporanea ma di un faticoso e paziente lavoro che ha avuto sempre come autorevole riferimento la Sovrintendenza regionale alla quale l'Amministrazione, ufficialmente, aveva chiesto un supporto sia nel finanziamento del restauro dell'opera che nella procedura scientifica da adottare nell'intervento di restauro conservativo”.
4/1/2009 ore 4:36
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