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Narni: l'assessore Anna Laura Bobbi condanna gli autori dei manifesti anonimi apparsi ieri sui muri della città
Tornano i manifesti anonimi sui muri della città. E stavolta sono manifesti listati a lutto, che parlano di “morte del centro storico” e di colpe da attribuire alla amministrazione comunale. “Dopo lunga e programmata emorragia di scuole, uffici e mercati vari – è scritto sui manifesti – i commercianti narnesi annunciano la morte del centro storico, ringraziando ad esequie avvenute il sindaco e tutta l’amministrazione comunale”. I manifesti sono stati affissi nottetempo da mani ignote sui muri di via Garibaldi e piazza dei Priori e ieri mattina hanno destato l’attenzione dei cittadini i quali non hanno risparmiato commenti. C’è chi si è indignato “per questo ennesimo e vigliacco gesto di chi è bravo a lanciare il sasso, nascondendo però la mano” e c’è chi ha plaudito l’opera di questi ignoti. Da parte dei commercianti non c’è stata alcuna dichiarazione di paternità riguardo alla iniziativa. “Non ne sappiamo niente – hanno detto la maggior parte degli esercenti – le nostre proteste siamo soliti farle in modo aperto, senza nasconderci dietro a dei manifesti anonimi”. Anche dal Comune è arrivata una forte presa di posizione. E’ stata Anna Laura Bobbi, assessore alla Cultura, a prendere le distanze dall’episodio: “Chi ha imbrattato i muri di Narni con i manifesti funebri che annunciano ‘la morte del centro storico’ – ha detto la Bobbi - non è stato certamente qualcuno mosso da spirito goliardico. I commercianti, in nome dei quali l’avviso è stato firmato, hanno immediatamente preso le distanze da tale metodica che, dietro all’anonimato, nasconde semplicemente una volontà di oltraggiare il civile senso di appartenenza. La nostra città è abituata ad esprimere la disapprovazione con i mezzi tradizionali della democrazia: il confronto, il dibattito, la discussione anche vivace, ma sempre contenuta entro i binari della trasparenza e della riconoscibilità. Stiamo certamente vivendo un periodo molto delicato della vita comunitaria, in cui si fatica ad affermare una nuova idea dello sviluppo. E' proprio in questi momenti che le risorse più sane e vivaci del tessuto sociale devono costruire una rete di salvaguardia che permetta la circolazione di linfa vitale. Chi ha già condannato il cuore della città e immette virus che alimentano scoramento e rinuncia, è di fatto l'esecutore del declino. Escano allo scoperto i ‘becchini’ del centro storico con le loro idee, abbiano il coraggio di esprimere il loro dissenso con lealtà e di esporre i programmi e le strategie di uno sviluppo alternativo (se ce l'hanno). Questa è la Politica. Chi ama la città ed è preoccupato per il futuro della comunità deve saper manifestare le sue opinioni a viso aperto, se vuole contribuire alla soluzione dei problemi”.
28/6/2006 ore 11:15
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