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Narni: la Rocca proposta da qualcuno quale "pegno" da offrire in garanzia per risanare i debiti del Centro Multimediale di Terni?
Un’ipoteca sulla Rocca per salvare le sorti del Centro Multimediale di Terni? A sentire Sergio Bruschini, capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, il rischio che questo avvenga è fortemente presente. “La cosa è venuta fuori in questi giorni-spiega il consigliere azzurro-ed a proporla sarebbe stato il Comune di Terni che avrebbe chiesto aiuto alla Provincia per tentare di compiere un’operazione di salvataggio del CMM. Per fare questo sarebbero necessari molti quattrini che, secondo qualcuno, si potrebbero trovare accendendo dei mutui con le banche, portando in garanzia la nostra Rocca dell’Albornoz che ha un valore inestimabile. Tutto questo è semplicemente assurdo-tuona Bruschini-dopo un anno trascorso a correre dietro a Gianni Ranaulo, titolare della Light Architecture che aveva preso in gestione la rocca per sapere cose ne volesse fare, ora arriva questa bella novità! E’ con una ipoteca che Comune e Provincia intendono ripartire per rilanciare il prezioso castello?” Il capogruppo di Forza Italia è preoccupato e teme che quelle che allo stato attuale sono solo voci possano diventare realtà. “La fallimentare gestione del CMM di Terni-osserva Bruschini- clientelare e senza mai un vero piano industriale, ha prodotto un buco spaventoso nelle casse della società. L’imprenditore che aveva garantito anche lì chissà quali traguardi da conquistare attraverso la realizzazione di progetti ambiziosi, ha lasciato un mare di debiti ed una situazione fallimentare. Il comune di Terni chiama in soccorso “Pantalone” a pagare i debiti contratti dal privato, gli enti, la Provincia e quindi noi cittadini. Ora, dunque, secondo la mentalità di qualche amministratore ternano, dovremo mettere i nostri gioielli di famiglia a disposizione della causa per risanare i debiti di chi ha fallito. Tanto, debbono aver pensato a Terni, i narnesi con la rocca non sanno cosa farci, tanto vale utilizzarla per uno scopo ‘nobile’ e farla funzionare come ‘moneta di scambio’ nell’accensione di un mutuo. In pratica si tratterebbe di utilizzare l’altissimo valore dell’antico castello quale pegno da offrire alle banche per contrarre il mutuo necessario a sanare i buchi del CMM. Ci si vorrebbe far entrare, insomma, in un piano industriale conosciuto solo da pochi e che ha come scopo non il rilancio ma il risanamento di un contenitore dove anche la rocca dovrebbe entrar a far parte per chissà quali progetti che finora più che fumo e debiti non hanno prodotto. Le visite fatte al CMM da Maurizio Costanzo e prima di lui da altri personaggi che avevano mostrato interesse per l’imponente struttura, non hanno sino ad oggi prodotto nulla di concreto. E se per disgrazia le cose si mettessero male ed in futuro qualcuno non avesse più i soldi per pagare il mutuo, cosa accadrebbe? Facile: le banche si avvarrebbero dell’ipoteca e si impadronirebbero della Rocca. Così, una volta per tutte, la proprietà verrebbe tolta di mano agli enti pubblici e passerebbe direttamente in quelle dei privati”.
25/1/2005 ore 4:52
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