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Narni: la Forestale sequestra le vasche per lo stoccaggio dei liquami di un allevamento di suini lungo la Flaminia
Sequestrate le vasche contenenti i liquami. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno messo i sigilli agli enormi vasconi utilizzati per lo stoccaggio dei liquami provenienti dall’allevamento di suini situtato lungo la statale Flaminia, nei pressi di Ponte Aia di Narni. La stessa porcilaia poco più di due mesi fa era finita nel mirino della Forestale a seguito di numerose segnalazioni fatte dalle decine di famiglie che abitano nella zona e che lamentavano la presenza sia di giorno che di notte, di cattivi odori provenienti dall’allevamento. In quella occasione gli uomini del comando della stazione di Narni, coordinati dal maresciallo Giuseppe Cipolla, avevano denunciato i titolari della porcilaia per aver commesso una serie di reati connessi al non rispetto delle norme di carattere ambientale. Una volta entrati all’interno della struttura, che ospita circa 2.500 suini di vario peso, gli uomini della Forestale avevano controllato le condizioni igienico sanitarie nelle quali venivano tenuti i maiali, nonché il rispetto delle leggi in materia di smaltimento di rifiuti organici. I reati contestati erano stati quelli di smaltimento illecito di rifiuti, maltrattamento di animali ed emissione di gas maleodoranti atti a cagionare molestie alle persone.
L’indagine del Comando Stazione aveva permesso di accertare, infatti, che nell’allevamento i liquami provenienti dall’attività zootecnica venivano smaltiti illecitamente e in grande quantità mediante spandimento diretto sul terreno, né erano state prese precauzioni idonee a ridurre all’esterno le emissioni di odori connessi all’attività zootecnica. I capi presenti nell'allevamento venivano inoltre tenuti in soprannumero, rispetto alla superficie disponibile, senza assicurare loro lo spazio vitale e senza rispettare gli standard di superficie minima libera, per ogni animale, imposti dalla normativa sanitaria. Agli agenti era bastato poco per rendersi conto che gli animali erano custoditi in spazi troppo stretti e che i liquami anziché essere conservati all’interno delle grosse vasche previste dalle normative di legge, finivano anche nei terreni circostanti; da qui l’ipotesi che quelle stesse sostanze potessero penetrare nel terreno fino ad inquinare le falde acquifere sottostanti. Ma nel contesto della denuncia fatta alla Procura della Repubblica si parlava anche dei cattivi odori, emanati proprio dai liquami lasciati a fermentare all’aperto e che invadevano un’area di considerevoli proporzioni. Ulteriori accertamenti hanno permesso di stabilire che le vasche presenti all’interno dell’allevamento venivano utilizzate in modo irregolare, tanto che i liquami finivano con il tracimare andando ad inquinare i terreni circostanti. Da qui la decisione di mettere i sigilli e quindi di procedere al sequestro dell’impianto. Ora i titolari dell’allevamento non possono utilizzare le vasche e sono costretti ogni giorno a caricare i liquami provenienti dalla porcilaia ed a smaltirli in tempo reale, così come previsto dalla legge.
(Foto di archivio)
4/6/2009 ore 1:48
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