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Narni: la città si ribella all'idea del ministro Brambilla di rivedere feste e palii che coinvolgono cavalli ed altri animali
Ha scatenato un putiferio. E non poteva essere altrimenti. Le parole del ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla, che ha annunciato "un’analisi approfondita delle feste popolari che coinvolgono gli animali", manifestando nel contempo l’intenzione di "valutare se prevalgano gli effetti negativi legati allo sfruttamento degli stessi", ha provocato forti reazioni in varie parti d’Italia. In modo particolare in quelle città (Narni compresa), dove ogni anno si corrono giostre medioevali che richiedono l’impiego di animali, nello specifico cavalli. La rossa ministra ha parlato di “violenza sugli animali” che, secondo lei, “lede l’immagine dell’Italia”. Ed ha aggiunto: “voglio che il nostro Paese sia animal friendly”. Da Siena, ad Ascoli, passando per Foligno, Faenza, Narni e tutte le altre città dove si effettuano delle giostre equestri, è stato un generale alzarsi di scudi in difesa delle manifestazioni “che non hanno mai creato danni agli animali che vengono impiegati”. A Narni l’intervento del ministro è stato accolto con grande disappunto: “in quaranta anni – dicono dall’ente che organizza la Corsa all’anello – qui da noi non si sono mai verificati episodi legati a delle forme di violenza usate da chicchessia nei confronti dei cavalli impiegati nelle nostre manifestazioni. Noi teniamo alla salute dei nostri animali e lo dimostra il fatto che nelle scuderie dei tre terzieri c’è sempre stata una grandissima attenzione nei confronti dei cavalli che vengono quotidianamente assistiti dagli addetti di ogni terziere e da medici veterinari. Durante le gare i controlli sui cavalli sono ancora più scrupolosi e se si eccettua l’episodio accaduto lo scorso anno (vennero trovate lievi tracce di una sostanza dopante sul sangue di un cavallo che partecipò alla corsa n.d.r. ), da noi non sono mai accaduti fatti che abbiano in qualche modo messo in discussione la grande forma di rispetto che ognuno di noi ha sempre avuto nei confronti degli animali”. Dai terzieri si leva alto un coro di proteste nei confronti del ministro Brambilla. “Certe trovate rischiano di danneggiare in modo serio ed irreversibile manifestazioni importanti, note a livello internazionale. E stiamo parlando di eventi che attraggono folle di turisti e che contribuiscono ad alimentare dei circuiti economici di straordinaria rilevanza. In questi tempi di crisi, pensare di dare addosso a manifestazioni come il Palio di Siena o altre feste meno longeve, ma comunque note a livello nazionale, ci sembra decisamente inopportuno”. La Brambilla penserebbe a una sorta di screening di tutte le manifestazioni che impiegano animali. Fin da subito, comunque, queste sono escluse dal decreto che concede contributi agli enti pubblici e associazioni no profit per iniziative di promozione turistica. Lo stanziamento di 2.500.000 euro sarà destinato a iniziative «al di fuori di quelle che comportino lo sfruttamento di animali». Perché poi, in molte manifestazioni non vengono impiegati solo i cavalli, ma anche asini, oche e colombe.
(Nella foto il ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla)
7/8/2010 ore 0:03
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