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Narni: la chiesa di Sant'Agostino abbandonata a se stessa, piante ed erbacce hanno invaso il chiostro mentre tutto intorno è pieno di sporcizia
Brutto destino quello della chiesa di sant’Agostino. Per anni l’importante monumento ha dovuto sopportare le magagne della sua “vecchiaia” e quando anche gli ultimi terremoti avevano messo a repentaglio le parti vitali della struttura, finalmente si trovarono i soldi necessari a rifare i tetti ed a consolidare le volte e le pareti perimetrali. Un lavoro durato qualche anno che ha restituito una chiesa completamente ristrutturata e funzionale, persino più bella a vedersi grazie alla pulizia delle grandi facciate. Si pensava che i problemi per questa importante chiesa fossero finiti, invece sant’Agostino non è mai stata aperta al pubblico e tutti quei lavori, costati centinaia di milioni di vecchie lire, rischiano in parte di essere stati inutili perché la chiesa è abbandonata a se stessa, nessuno si prende cura della manutenzione ordinaria e così nel giro di poco tempo il degrado si è di nuovo impadronito di tutta la struttura. Varcare il vecchio portone che immette nell’antico chiostro della chiesa equivale a prendersi un pugno in pieno stomaco: i portici sono occupati dalle attrezzature della ditta che sta effettuando i lavori su via dell’Asilo e sono pieni di sporcizia; il chiostro si è trasformato in “foresta” con erbacce di ogni tipo e piante che superano anche i tre o quattro metri di altezza. Le decine di stanze che si affacciano sotto ai porticati sono sporche e mal tenute nonostante il comune le abbia fatte ristrutturare di recente assieme a tutto il complesso. Impossibile poter accedere dentro alla chiesa che pure è meta quotidianamente, soprattutto in questo periodo, di turisti italiani e stranieri che vengono per poter ammirare il prezioso dipinto della Vergine in mezzo a Santa Lucia e Santa Apollonia, un’opera descritta in tutte le guide turistiche ed attribuita a Piermatteo da Amelia. Ma all’interno della chiesa vi sono anche altre cose pregevoli da vedere: la cappella di San Sebastiano, e poi tabernacoli, altari ed il famoso coro ligneo che da qualche mese è in via di restaurazione. Off-limits per tutti: il comune non ha soldi per pagare il personale da tenere lì per aprire e chiudere l’importante monumento, la Curia che pure avrebbe dei seri motivi per valorizzare le chiese narnesi, pare non interessarsi più di tanto della questione. “E’ un peccato-rivela sconsolato uno studioso narnese-perché in quel chiostro e negli altri locali adiacenti vi si potrebbero organizzare tante manifestazioni di carattere culturale. Penso al periodo della corsa all’anello, per esempio; ma basterebbe, come accade in altre città dell’Umbria, tenere aperto solo il chiostro per poterlo fare ammirare ai tanti narnesi che non lo conoscono ed ai turisti che vengono a Narni per visitare Sant’Agostino”.
26/5/2004 ore 4:24
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