Giovedì 22/02/2018
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Narni: il progetto di Leolandia potrebbe puntare sul vecchio filone delle "Cronache di Narnia"
Per la versione narnese di Leolandia gli imprenditori che hanno firmato l’accordo per la costruzione del parco giochi in quel di San Liberato potrebbero scegliere un paio di temi molto cari alla città: le Cronache di Narnia o la cultura medievale che prende vita ogni anno nella Corsa all’Anello di aprile-maggio. Arrivano le prime indiscrezioni sul progetto che, se raggiungesse i livelli raggiunti dal Leolandia presente da alcuni anni in provincia di Bergamo, potrebbe portare oltre 800mila visitatori all’anno e produrre 22 milioni di euro di fatturato. Potrebbero essere 500 i lavoratori assunti nel periodo di alta stagione. Numeri da capogiro, insomma, per un territorio come Narni dove sono ancora tanti a pensare al modo in cui, una ventina di anni fa, sfumò, il "sogno" di Mirabilandia. Ovviamente quelli elencati sono dati di un parco già bene avviato e radicato e che ha raggiunto numeri così importanti dopo anni di lavoro che l’ha portato ad essere primo in Italia per gradimento nel 2017 sul ranking di Tripadvisor. Due spunti importanti per il Leolandia narnese: quelli di “Narnia” e di Clive Staple Lewis e della Corsa all’Anello. Specie il primo che, come target, sembrerebbe perfetto per intercettare bambini e famiglie. Anche la cultura medievale e i tanti gruppi folcloristici potrebbero aiutare a creare spettacoli e a caratterizzare l’area in questione sviluppando una notevole offerta turistica. Un pre accordo ci sarebbe stato nel dicembre 2017 ed anche la firma per la costituzione della società che dovrebbe realizzare il progetto sarebbe stata apposta. Il pool sarebbe composto da alcuni imprenditori narnesi capeggiati dalla famiglia Giovannini (la stessa della società Genera di Nera Montoro, che si occupa di energie rinnovabili ed ingegneristica) e Giuseppe Ira, artefice del successo del parco divertimenti. Non a caso si parla di un sito completamente sostenibile dal punto di vista dell'energia elettrica e di una ristorazione 'a chilometro zero'. Mancano le autorizzazioni e qui il ruolo delle istituzioni sarà determinante. Speriamo che stavolta le cose vadano meglio di quanto non siano andate con il discorso di Mirabilandia. Lasciarsi scappare un'occasione del genere sarebbe assurdo.
12/2/2018 ore 2:29
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