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Narni: i cittadini adottano le chiese del centro storico, grazie all'impegno di alcune famiglie i luoghi di culto non rimangono chiusi
I cittadini "adottano" le chiese narnesi. La crisi ha colpito anche il mondo ecclesiastico e molti dei luoghi di culto un tempo sempre pieni di fedeli, rischiavano di finire nell'abbandono? I narnesi, quelli che vivono nel centro storico, hanno pensato di tendere una mano alla Chiesa e di impegnarsi in prima persona per "accudire" quelle strutture che rappresentano, tra l'altro, un patrimonio di inestimabile valore per la città. Così chiese importanti quali Sant'Agnese, Santa Margherita, Santa Restituta, Madonna Impensole ed altre, sono state "adottate" da famiglie che vivono nei pressi della struttura stessa o comunque nel quartiere. Una scelta molto bella quella compiuta da queste persone, grazie al cui impegno le chiese vengono aperte al pubblico e quindi ai molti visitatori che affollano spesso il centro di Narni. Ma non solo, perché è per merito di questi volontari che viene effettuata una manutenzione costante sia degli impianti che della strutture e di questi tempi per la Curia, proprietaria delle chiese, avere dei "guardiani" che segnalano eventuali problemi e permettono una regolare apertura e chiusura delle strutture, non è cosa da poco. "Ci sembrava tristemente squallido che certi luoghi sacri dentro ai quali tanti di noi sono cresciuti, fossero permanentemente chiusi e non rappresentassero più quasi nulla per i giovani di oggi – spiegano i cittadini 'sagrestani' – così abbiamo dato la nostra disponibilità. In fondo si tratta di un impegno che si può gestire bene; basta un po' di buona volontà e tutto diventa fattibile". A dare il via a questa lodevole forma di volontariato fu alcuni anni fa Ugo Colombini, un cittadino in pensione che vive in piazza Galeotto Marzio e che vedendo che la chiesa di Santa Restituta, che si affaccia sul tratto terminale di via Mazzini, sempre chiusa, ebbe l'idea di chiedere al parroco della Cattedrale se fosse possibile assumersi l'impegno di poter prendere in "gestione" la chiesa, stabilendo degli orari di apertura nel corso di alcuni giorni della settimana. Il gesto di Colombini venne apprezzato da molti cittadini che vivono nel quartiere dell'"Africa Gialla", quello dove si trova la chiesa, tanto che da alcuni anni, proprio grazie a questo ritrovato entusiasmo è stato anche possibile recuperare l'antica festa della Madonna del Carmine, che si svolge in luglio e che appartiene alle vecchie tradizioni della chiesa di Santa Restituta. Sulla scorta di questa esperienza altri cittadini hanno imitato Colombini ed hanno chiesto le chiavi delle chiese di Sant'Agnese, della Madonna Impensole e di Santa Margherita. Quando saranno terminati i restauri all'interno della chiesa di Sant'Agostino, si sono già fatte avanti delle famiglie che abitano nella zona di via Gattamelata e che hanno intenzione di "adottare" quella chiesa. Insomma, la conferma che i narnesi sono un popolo di persone solidali, si manifesta anche attraverso questo tipo di esperienze.

25/2/2008 ore 5:55
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