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Narni: Diocesi e Comune insieme per gestire i beni culturali della città, il progetto partirà con la prossima apertura di Palazzo Eroli
Sarà il Comune di Narni a gestire prossimamente alcune tra le chiese più belle ed antiche della città e l’ex Vescovado. Grazie ad un accordo che vede impegnata da un lato l’amministrazione comunale e dall’altro la Diocesi, è stato infatti stabilito che alcuni dei luoghi sacri più rappresentativi del centro storico di Narni entreranno entro breve tempo a far parte della rete museale cittadina. Si tratta di progetti importanti che l’assessorato alla cultura insegue da tempo e che conta di perfezionare una volta ultimati i lavori a palazzo Eroli. Qui il Comune trasferirà gran parte delle preziose opere che attualmente sono sparse qua e la nelle varie sedi cittadine, come l’imponente Pala del Ghirlandaio che si trova nella sala consiliare, altri quadri importanti e reperti archeologici. L’accordo stilato con la Diocesi di Terni, Narni e Amelia prevede l’utilizzo dei saloni presenti all’interno del palazzo vescovile, che da qualche tempo ospitano la pinacoteca comunale, quali sede dell’archivio storico diocesano e di quello comunale oltre che della biblioteca antica e di quella moderna. Don Fabio Leonardis, responsabile dei beni culturali della Diocesi nonché promotore del progetto di collaborazione con il Comune, questo accordo va visto come “l’inizio di una nuova era per i beni culturali, storici e artistici diocesani di Narni”. Per la verità l’amministrazione era già dentro da alcuni anni all’ex Vescovado dove aveva allestito la propria pinacoteca, ma con modesti risultati sia da un punto di vista organizzativo che di immagine. Critiche, in questo senso, non erano mancate sino ad oggi a causa della scarsa professionalità con cui era stato gestito il progetto. Ripartire da zero, in perfetto accordo con la Diocesi, e mettendo in rete i luoghi culturali più significativi della città non potrà che fornire risultati importanti. Oltre al palazzo vescovile il Comune si dovrà interessare di due chiese: quella di san Francesco e quella di sant’Agostino, la prima diventerà il a Museo del Duomo mentre l’altra un luogo per esposizioni temporanee di arte sacra contemporanea. Il progetto è entrato in parte nella rete virtuale del web, con l’inserimento del “fondo antico” della biblioteca diocesana intitolata alla Beata Lucia Broccadelli, nel Sistema Bibliotecario Nazionale (www.sbn.it) verrà dato corso alla nuova stagione per i beni culturali storici e artistici diocesani cui faceva riferimento don Leonardis. Già da ora è possibile per i ricercatori di tutto il mondo accedere via internet ai volumi, circa 10.000, che coprono un arco di tempo dal XV° al XVIII° secolo.
1/11/2005 ore 11:45
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