Martedì 22/10/2019
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Narni: città e territorio senza protezione civile, non esistono nè una base operativa, nè mezzi di primo soccorso
Un territorio di quasi duecento chilometri quadrati di superficie che non è coperto da un adeguata organizzazione di protezione civile. Narni è letteralmente sguarnita sotto questo punto di vista e nessuna delle amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi decenni ha mai pensato di allestire una base operativa, né tanto meno di formare un gruppo di operatori in grado di intervenire qualora si verificassero delle emergenze che non sempre debbono essere associate a disgrazie gravi o a catastrofi. A far tornare alla ribalta la grave carenza è stato il drammatico terremoto che ha lacerato l’Abruzzo, una tragedia che ha richiamato nella zona aquilana migliaia di volontari di protezione civile provenienti da decine di comuni italiani. Nel campo di Pianola, uno dei paesi distrutti dal terremoto, c’erano anche un manipolo di volontari narnesi, che fanno capo ad una associazione (Prociv Arci) che è stata fondata in occasione del terremoto che nel 1980 colpì l’Irpinia. Ed è stata fino ad oggi l’esistenza di questa piccola realtà a confondere le idee di molti, cittadini ed amministratori, che pensavano di essere “coperti” in caso di necessità. Ma non può essere certo una associazione affiliata all’Arci e composta da pochi volontari, gran parte dei quali over ’60, a poter garantire una copertura così estesa di servizi di protezione civile che su un territorio come quello narnese potrebbero diventare all’improvviso necessari. La situazione è allarmante: a Narni non c’è una base operativa di protezione civile collocata in una zona di massima sicurezza, non esistono mezzi di pronto intervento, non c’è una stazione radio in grado di garantire i collegamenti in caso di emergenza, quando a saltare per primo sono immancabilmente le comunicazioni telefoniche e l’energia elettrica; ma soprattutto non ci sono uomini addestrati e pronti ad intervenire qualora si verificasse un evento di qualsiasi tipo. A rispolverare questo problema è Sergio Bruschini (Pdl) il quale parla di “grave negligenza da parte dell’amministrazione comunale”. Il consigliere di opposizione ricorda che “una delle prime emergenze cui dovrebbe far fronte un nucleo di protezione civile potrebbe essere proprio quella di un terremoto e da noi non c’è ancora una diffusa sensibilità antisismica”. “Il ruolo della protezione civile – osserva Bruschini – quando su un territorio accade qualcosa di grave, diviene fondamentale. In Italia abbiamo raggiunto un ottimo grado di efficienza che è stato dimostrato, purtroppo, in diverse occasioni, ma a Narni viviamo nell'oblio più totale. Come è possibile che in un territorio esteso come il nostro l’amministrazione comunale non abbia mai avvertito la necessità di allestire una struttura funzionale e adeguata, pronta ad entrare in azione in qualsiasi momento si dovesse rendere necessario? L’interesse che il nostro Comune ha nei confronti della protezione civile sta tutto nei 3.000 (!) euro che vengono messi a bilancio ogni anno sotto questa voce e che vengono sistematicamente utilizzati per ripulire fossi e discariche. E’ semplicemente vergognoso che una città come la nostra, piena di aziende ad alto rischio chimico e con centinaia di ettari di boschi, non abbia nessun mezzo, nessuna struttura operativa e nessun nucleo che tenga sotto controllo in maniera costante il territorio”.
6/5/2009 ore 1:59
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