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Narni: cacciatore trova una cagna abbandonata e legata ad una pianta che aveva da poco partorito cinque cuccioli
La storia che stiamo per raccontarvi pare essere uscita dal libro “Cuore”. Protagonisti un cacciatore amerino, Agostino Proietti, e una cagnetta di razza meticcia. L’uomo qualche mattina fa ha raggiunto il suo capanno situato nel bosco vicino all’abbazia di San Casciano e qui ha trovato ad attenderlo una sorpresa: legata ad una pianta, proprio accanto alla porta, c’era una cagnetta di razza meticcia, ridotta in brutte condizioni dal freddo e dalla fame. L’animale aveva tentato di liberarsi dalla corda procurandosi anche delle abrasioni al collo, ma si era impigliata ancora di più nella fitta vegetazione. Ma le sorprese per il cacciatore amerino non erano finite perché entrando nel capanno l’uomo ha trovato cinque cuccioli, anch’essi fortemente provati dai morsi della fame e soprattutto dal freddo, che guaivano disperati. Il cacciatore non si è perso d’animo, è tornato a casa a fare rifornimento di latte e poco dopo è tornato sul posto per sfamare i suoi inattesi ospiti, ha sistemato i cuccioli in una cesta e li ha coperti con dei panni di lana per difenderli dal freddo, poi ha prestato le cure necessarie anche alla cagnetta che rimessasi in forze ha cominciato ad allattare i figli. Chi fosse il proprietario di quella povera bestiola e del perché costui l’abbia legata ad una pianta, in mezzo al bosco, con quel freddo e soprattutto sapendo che l’animale avrebbe dovuto partorire da un momento all’altro, non si è saputo e probabilmente ad Agostino Proietti nemmeno interessa saperlo. Lui la sua decisone l’ha presa: si terrà la cagnetta e almeno uno dei cuccioli, mentre gli altri cercherà di regalarli a qualche amico o comunque li porterà al canile. “Di gente così ce ne vorrebbe tanta – ha commentato Giacomina Lucci presidente della sezione Enpa di Narni – e questo episodio ci conferma il ruolo prezioso che possono svolgere i cacciatori a favore degli animali”.
16/3/2006 ore 11:10
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