Venerdì 25/09/2020
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Maria Chiara, Marianna e Maicol, tre giovani vite strappate all'affetto di tutti noi
I corpi dei tre ragazzi morti nel tragico incidente di martedi notte sono all'obitorio di Terni. Chiusi in celle frigorifere. A disposizione del magistrato. Così vuole la legge. E' duro da pensare che quei tre ragazzi che solo fino a poche ore fa scherzavano, sorridevano, gioivano insieme ai loro amici, facevano programmi per il futuro, vivevano la loro splendida vita da diciottenni pieni di speranze, non siano più tra di noi. Ma questa è la dura realtà. Non conoscevo personalmente nessuno dei tre ragazzi, ma chissà quante volte li avrò incontrati per strada. Una delle famiglie, colpite da questa immane tragedia, tuttavia la conoscevo bene. E' quella di Maria Chiara Latini, figlia di Lanfranco e di Rosanna Daniele. Già, Lanfranco, un papà sventurato che se ne è andato ancora giovane, colpito da un male inesorabile, lasciando sole, circa 12 anni fa, la moglie Rosanna e Maria Chiara che all'epoca aveva circa sei anni. Con Lanfranco eravamo stati molto amici negli anni settanta, quando a Narni, come del resto in tutta Italia, imperversavano i "baracchini" e molti ragazzi di allora per comunicare usavano le ricetrasmittenti. In gergo Cb si chiamava "Condor" il povero Lanfranco, bravo ragazzo e mente illuminata per tutto ciò che era l'elettronica; non a caso divenne ingegnere, un ottimo professionista ed un ottimo padre di famiglia. Con il passare degli anni io e Lanfranco ci perdemmo di vista, ma di lui mi arrivavano di tanto in tanto delle notizie, non foss'altro perchè la mia famiglia ha sempre avuto buoni rapporti con quella dei Daniele. Lanfranco infatti si era sposato nel frattempo con Rosanna, figlia di Giovanni, indimenticato cronista di quella Radio Narni che ha preceduto questo portale; altro motivo che crea nel mio cuore un ulteriore "intreccio" affettivo legato alla scomparsa di questa povera ragazza. E siamo ai giorni nostri. Ad oggi. Al triste e crudele destino che si è voluto accanire contro la famiglia di Lanfranco e Rosanna. Prima il papà, poco più che quarantenne, poi la figlia, giovanissima. Questa povera ragazza che, insieme a Marianna e Maicol, tutto si sarebbe aspettato tranne che di vedersi calare tutto d'un colpo davanti a sè il sipario della morte. A 18 anni. Quando si ha davvero tutta la vita davanti. Ora sperare, anzi esserne convinti, che Maria Chiara sia lassù in compagnia del padre Lanfranco e del nonno Giovanni è l'unica cosa "dolce" che ci rimane da fare. Come pure avere la stessa speranza per Marianna e Maicol. Perchè anche loro, immancabilmente, avranno trovato qualcuno lassù che li aspettava.
Quando il buon Dio ci chiede sacrifici così grandi diventa maledettamente difficile fare dei ragionamenti per trovare delle spiegazioni al perchè di certe tragedie. E allora si diventa egoisti e ci si chiede perchè il Cielo abbia voluto prendersi ancora una volta delle anime innocenti, dei ragazzi che avevano una gran voglia di vivere, quando in giro per il mondo ci sono tante persone cattive, che vivono per fare del male a se stesse ed agli altri e che per questa ragione non meriterebbero di vivere. Già, ma chi ce la darà mai una risposta?
La stessa domanda ce la siamo posta un paio di settimane fa quando morirono i tre ragazzi a Cospea e poi ancora la settimana scorsa quando un altro 15enne ha perso la vita alle porte di Terni, schiantandosi a bordo del suo scooter contro un palo della Marattana. Un incidente che ci ha ricordato la morte, avvenuta sette anni prima, di un altro 17enne narnese (Stefano) che perse la vita in modo analogo sulla stessa provinciale. La stessa domanda ce la ponemmo a febbraio del 2003 quando, sempre in un tragico incidente stradale a San Carlo morì la 19enne Giada Proietti; poi ancora un anno fa, quando un altro ragazzo narnese di 17 anni (Michele Vincenzoni) morì fulminato da una scarica di corrente elettrica mentre si faceva la doccia. La stessa domanda dovremmo porcela ogni minuto per le tante sciagure che accadono in Italia e nel mondo e che vedono protagonisti dei giovanissimi che salgono in Cielo, senza fare nemmeno in tempo ad accorgersene.
Addio Maria Chiara, Maicol e Marianna. Il mio, il nostro cuore è pieno di dolore per quello che vi è successo. Ma so (sappiamo) bene che il dolore più grande è quello che stanno provando in queste ore le vostre famiglie, alle quali diciamo di farsi coraggio e di andare avanti, orgogliose di avere avuto dei bravi figli come voi.

MAURO PACELLI
19/8/2010 ore 2:03
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