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Lotta all'usura: la guardia di finanza denuncia un pensionato ed altri complici che prestavano soldi a gente di Terni, Narni e Amelia
Lotta all’usura, una piaga che anche nella nostra provincia ha affondato da tempo le proprie pericolosissime radici. Un altro colpo a questa drammatica realtà criminale è stato sferrato dalla Guardia di Finanza di Terni che ha denunciato a piede libero i componenti di una vera e propria banda di usurai. Si tratta di un pensionato, di due suoi figli (un uomo ed una donna) e di un dipendente di un ente pubblico. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Terni seguivano da tempo i movimenti del pensionato che pare fosse a capo dell’organizzazione. Era lui, appoggiato dagli altri complici, che sembra si incaricasse di concedere dei prestiti a commercianti e imprenditori della zona di Terni, Narni ed Amelia, che gli si rivolgevano trovandosi in grosse difficoltà economiche. Come sempre accade, in questo ignobile tipo di rapporti, l’uomo non si sarebbe accontentato di interessi ragionevoli, ma avrebbe preteso percentuali che oscillavano tra il 120 ed il 600 per cento annui. Questo giro di affari, stando ad una prima ricostruzione fatta dalla Guardia di Finanza, avrebbe superato la ragguardevole somma di 500.000 euro, questa sarebbe infatti la cifra riguardante i prestiti concessi. Ma un altro dato inquietante è emerso dalle indagini dei finanzieri: il pensionato, che a garanzia delle cifre prestate si faceva firmare dalle vittime alcune cambiali, pare che era solito non riconsegnare ai propri “clienti”, una volta rimborsata l’ultima rata, gli effetti cambiari che, anzi, usava per richiedere ulteriori somme di denaro ai malcapitati. E quando le vittime non erano in grado di pagare con i soldi, gli aguzzini accettavano in cambio anche merci di vario tipo. Nel corso dell’operazione la Guardia di Finanza ha sequestrato numerosi titoli tra assegni, cambiali ed altri documenti che attestanti il rapporto tra la banda e gli “usurati”. Le indagini non sono comunque concluse e non è escluso che nei prossimi giorni vengano fuori altre clamorose novità.
22/1/2004 ore 22:45
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