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La Provincia di Terni vede di buon occhio un'apertura verso l'area romana per stabilire importanti rapporti di sviluppo
Intervenendo nei giorni scorsi alla “Prima conferenza partecipata su Sviluppo economico e sociale di Terni. Piano strategico 2006/2015”, il Presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, ha affrontato alcuni temi di estrema attualità e ritenuti strategici per la nostra realtà territoriale. Per quanto concerne l’area ternana, Cavicchioli ritiene importante, dopo aver rafforzato i legami con il territorio provinciale e regionale, “spingere con forza per un’apertura nei confronti dell’area romana, che - ha detto - rappresenta un bacino d’utenza naturale di grande importanza ed interesse, tenendo conto della nostra rendita di posizione e della oggettiva necessità di decongestionamento di quella realtà in tutta una serie di settori”. In merito alla gestione dei servizi a rete, il Presidente ha affermato che “è ormai assolutamente prioritario affrontare con determinazione il percorso della multiutility provinciale ed assumere decisioni operative nei vari comparti, stabilendo una tempistica certa ed una piattaforma condivisa che consenta di raggiungere questi obiettivi rapidamente e di scongiurare una inevitabile colonizzazione derivante dalle dinamiche del mercato in assenza di questa strategia”. Nel campo dell’Università e della ricerca, Cavicchioli ha sostenuto che “dopo l’incontro che si terrà domani fra Istituzioni locali e “Consiglio di Polo” dell’Università di Perugia-Sede di Terni, che sarà utile per eliminare incomprensioni e per puntualizzare i rispettivi impegni, si provvederà alla deliberazione dell’atto costitutivo del “Consorzio” nei Consigli degli Enti, al fine di consentire l’avvio del lavoro programmatico e gestionale coordinato. In tale contesto - ha proseguito - appare necessaria una verifica sulla proposta relativa al “Distretto tecnologico” per le interazioni con i programmi in corso nell’area ternana”. Per quanto riguarda il Centro di ricerca sulle cellule staminali, che può rappresentare un’opportunità per il territorio, Cavicchioli ha sostenuto la necessità di analizzare prioritariamente il Piano scientifico e quello finanziario e di ricercare le opportune collaborazioni, “fermo restando - ha detto - il rispetto dei ruoli di ciascun soggetto”. In merito al settore energetico ha fatto osservare che “è arrivato il momento delle scelte nel rispetto di quanto indicato nel “Patto di Territorio”, con il lavoro della Commissione che dovrà analizzare proposte realmente fattibili ed in grado di dare la risposta che ci siamo impegnati a fornire. Le scelte che dovremo adottare - ha poi affermato - si inseriscono nel quadro infrastrutturale delineato nel “Patto di Territorio” e vanno seguite nelle sedi deputate per gli atti necessari alla loro realizzazione. Mentre risulta determinante la dotazione di nuove infrastrutture, quali il cablaggio ed i collegamenti a banda larga con un progetto condiviso a livello regionale e con scelte compatibili dei vari territori”. Per quanto attiene, in maniera più specifica, allo sviluppo, Cavicchioli ha sostenuto che “è importante una riflessione sul “Patto per lo sviluppo” che ha prodotto risultati positivi, ma che va rimodulato secondo le attuali esigenze, collegando l’area orvietana con il restante territorio provinciale ed adottando riforme endoregionali improntate ad una reale semplificazione, basata sulla riappropriazione dei tre Enti elettivi delle funzioni proprie ed eliminando una serie di punti di riferimento non adeguati”.
14/2/2006 ore 15:15
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