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La Narnese perde ancora e scivola al terz'ultimo posto della classifica, Schenardi fa il "mistico" e spera nei miracoli
E’ il solito refrain già sentito: la Narnese sbaglia una volta, prende gol e perde una partita che avrebbe potuto tranquillamente vincere. Il resto lo fanno il campo, un acquitrino davvero al limite della praticabilità e il signor Salamone (l’arbitro), che non vede un fallo di mano in barriera su una punizione di Della Monica a metà primo tempo e si becca le proteste dei rossoblu che chiedevano rigore. Sfortuna. Com’è da copione c’è anche quella, sotto le sembianze del palo colpito da Angeli, coi pisani avanti. Rimontare su un campo del genere diventava difficile e infatti la Narnese non ci è riuscita. La buona prestazione dei rossoblù non basta però a cancellare i limiti evidenti di una squadra che non riesce più a trovare l’uscita del labirinto. Marco Schenardi, a fine gara, ha mantenuto il suo aplomb ma questo non gli ha impedito di averne per tutti. In primis, la squadra: “Facciamo sempre gli stessi errori – ha detto – stavolta ne abbiamo commesso uno solo e su quello siamo stati puniti. Vorrà dire che dovremo imparare a non farne più. Abbiamo giocato meglio, senza finalizzare: segno che c’è ancora qualche problema su cui lavorare”. Seconda freccia, per l’arbitro: “Una gestione dei cartellini assurda – ha spiegato il tecnico rossoblù – cinque gialli in una gara tranquilla sono tantissimi. Per non parlare del mio: salterò la prossima gara per un fallo a centrocampo in contrasto con un avversario. Poi c’è quel rigore…non so come sia possibile non darlo”. Infine, il mercato. Quando gli è stato chiesto cosa sia emerso dal summit di inizio settimana, il tecnico si lascia andare ad una risposata laconica, che non lascia spazio a commenti: “E’ emerso che è meglio se vado a Lourdes…”
e.lombardini@giornaledellumbria.it
30/1/2006 ore 15:20
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