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La bomba di Cesi è stata fatta esplodere a Maratta, il boato si è udito in tutta la conca ternana
Alle 14.13 in punto di ieri la bomba è esplosa, con un boato che si è udito distintamente anche nel centro storico di Narni. E’ finita così anche questa ennesima “avventura” riguardante i ritrovamenti di ordigni bellici all’interno della conca ternana. La bomba fatta brillare ieri in territorio narnese, esattamente a Maratta nella zona dei “laghetti di Cipiccia”, era stata ritrovata nei giorni scorsi a Cesi nei pressi della stazione ferroviaria della linea della Centrale Umbra, da alcuni operai che stavano effettuando dei lavori. Era scattato subito l’allarme e gli artificieri avevano immediatamente proveduto a mettere in sicurezza il pericoloso ordigno che risultava essere una bomba aerea di mille libbre con “dentro” due quintali e mezzo di tritolo, sufficientia far saltare l'intero quartiere di una città. Successivamente era stato deciso il sito dove trasferire la bomba per poterla fare esplodere: una cava abbandonata, per l’appunto, nella zona dei laghetti di Maratta. Le operazioni sono iniziate di primo mattino presso la Prefettura di Terni dove l’unità di crisi, coordinata dal Prefetto dottor Morganti e dal vice Prefetto Grillo, metteva a punto il piano d’azione: evacuazione di tutti gli abitanti residenti in un raggio di mezzo chilometro dal punto dove era stata ritrovata la bomba, spolettamento della stessa da parte degli artificieri del Genio Militare di Roma e trasferimento dell’ordigno, a bordo di una camionetta dei vigili del fuoco, alla cava abbandonata di Maratta. Ovviamente per tutta la durata delle operazioni è stato anche interrotto il traffico ferroviario sulla centrale Umbra e quello automobilistico nelle strade adiacenti. “L’ordigno è stato “seppellito” in una buca profonda tre metri-ha raccontato a Narninews Franco Ricci capo della Protezione Civile di Narni che ha preso parte alle operazioni-ed è poi stato fatto esplodere con un telecomando a distanza”.

18/4/2003 ore 0:31
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