Martedì 25/06/2019
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Narni Scalo: dal rapporto "Mal'aria 2008" di Legambiente risulta che la Sgl Carbon è al secondo posto in Italia per emissione di I.P.A.
Il rapporto "Mal'aria 2008" di Legambiente parla chiaro: la Sgl Carbon di Narni Scalo è una azienda fortemente inquinante. In quella che Legambiente definisce "la top ten dell'inquinamento industriale in Italia" la fabbrica chimica di Narni Scalo occupa infatti il secondo posto riguardo alla emissione in atmosfera di un determinato tipo di sostanze che sarebbero molto nocive per la salute dell'uomo. "Le attività industriali – è scritto nel rapporto -, con il 32% delle emissioni di ossidi di zolfo (SOx), il 33% di quelle di I.P.A., e circa il 25% di quelle di PM10, rappresentano una parte molto rilevante delle emissioni totali in atmosfera. Abbiamo realizzato la top ten dell'inquinamento industriale italiano analizzando i principali inquinanti atmosferici: idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), polveri sottili (PM10), benzene (C6H6), monossido di carbonio (CO), ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx). I dati, riferiti al 2005, sono stati estrapolati dal registro Ines, (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti), e sono riferiti ai sei gruppi di attività industriali: attività energetiche, produzione e trasformazione dei metalli, industria dei prodotti minerali, industria chimica, gestione dei rifiuti. Ognuna delle classifiche – riferisce Legambiente - è riferita ad un inquinante e riporta i complessi industriali che ne hanno emesso, nel 2005, la maggiore quantità. Dando uno sguardo d'insieme alle sei tabelle, è evidente come lo stabilimento siderurgico di Taranto dell'Ilva superi, in termini emissivi, tutte le altre industrie di almeno un ordine di grandezza. Per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici, l'Ilva di Taranto rappresenta il 93% delle emissioni totali da impianti industriali, mentre l'impianto secondo in classifica, quello dell'Sgl Carbon di Narni Scalo, esso emette il 2,8% del totale". Gli idrocarburi policiclici aromatici sono contenuti nel carbone e nei prodotti petroliferi e vengono emessi in atmosfera come residui di combustioni incomplete in alcune attività industriali: cokerie, produzione e lavorazione di grafite, trattamento del carbon fossile. Gli Ipa sarebbero tra i composti organici volatili più pericolosi per la salute dell'uomo. Per quanto riguarda le conseguenze sulla salute, mentre non sono stati rilevati casi di effetti tossicologici acuti, un numero considerevole di idrocarburi policiclici aromatici presentano attività cancerogena, sia in esperimenti di laboratorio che tramite indagini epidemiologiche. In particolare le stime dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) indicano che nove persone su centomila esposte ad una concentrazione di 1 ng/m3 di benzo(a)pirene sono a rischio di contrarre il cancro. L'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (I.A.R.C.) ha inserito il benzo(a)pirene e altri I.P.A. con 4-6 anelli condensati, nelle classi 2A o 2B (possibili o probabili cancerogeni per l'uomo) per gli effetti dimostrati "in vitro". Pericolosità ancora più elevata rispetto agli Idrocarburi Policiclici Aromatici è stata dimostrata da I.P.A. con azoto e ossigeno, anch'essi generati nelle combustioni incomplete.







21/3/2008 ore 4:55
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