Venerdì 24/05/2019
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Narni Scalo: è in funzione il primo distributore automatico di vini sfusi del territorio
Da una startup 100% made in Italy è arrivato a Narni il primo distributore automatico di vini sfusi. E' il terzo in Italia e rappresenta una novità che ha già attirato la curiosità di numerosi cittadini. Si tratta di una macchina innovativa, che risponde alle ultime normative igienico-sanitarie europee, grazie ad un sistema di erogazione a scomparsa brevettato, che si sterilizza alla fine di ogni ciclo. Anche dal punto di vista legale l'impianto è in regola, visto che, per accedere al servizio, è necessario dimostrare di essere maggiorenni attraverso un sistema di controllo che prevede l'inserimento della tessera sanitaria (come per i distributori di sigarette) e di un codice pin che l'utente sceglierà in fase di registrazione. La macchina, installata presso una storica vineria di Narni Scalo che da 15 anni opera nel settore dei vini sfusi, garantisce l'erogazione dei prodotti, tutti i giorni, anche festivi, non prima delle sette del mattino e non più tardi della mezzanotte, "perché questo - come spiega il titolare Francesco Anasetti -, deve essere soltanto un servizio per le famiglie e per la ristorazione". Il funzionamento è semplice: una volta effettuato l'accesso, è sufficiente inserire le monete o le banconote, scegliere fra tre tipologie di vini, (due rossi ed un bianco a temperatura di cantina) e posizionare il recipiente sotto l'erogatore scelto. I cicli di erogazione sono da un litro per ogni pressione del pulsante, frazionabile a piacimento e si possono inserire anche damigiane in vetro da 5 litri. La macchina non da resto, ma se si inseriscono più soldi di quanti ne occorrono, l'importo non erogato rimarrà a credito sulla propria tessera sanitaria, e sarà disponibile per la volta successiva. Proprio come un bancomat. Accanto ai tre erogatori del vino, ce ne sono anche due da cui è possibile attingere l'acqua, sia naturale che frizzante, al costo di 5 centesimi al litro, con erogazioni da 1,5 lt per ciclo, esattamente come avviene nelle 'casette' sparse in vari punti del comune. “Questo progetto - aggiunge Anasetti - si integra perfettamente con la nostra filosofia aziendale, che è quella di fornire vini non pastorizzati a chilometro zero, favorendo il riuso dei contenitori. Eliminando il packaging, inoltre, si rispetta l'ambiente con un occhio al portafogli; infatti, oltre a contribuire alla riduzione di emissioni di Co2 nell'atmosfera, eliminando il trasporto e l'imballaggio si riducono i costi del 30 – 40%. Quindi, se si hanno degli ospiti a cena e ci si è accorti solo all'ultimo momento di non avere in casa nemmeno una bottiglia di vino, da oggi questo non sarà più un problema".
18/5/2019 ore 3:45
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