Giovedì 09/07/2020
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Il raccordo Terni-Orte è ridotto ad un immondezzaio, ai lati della strada e sulle piazzole ci sono rifiuti di ogni genere
Il raccordo autostradale Terni-Orte è diventato un immondezzaio. Il tratto narnese dell’importante arteria, che va dallo svincolo per la E/45 fino alla seconda uscita di San Liberato, è ormai ridotto ad una discarica a causa dei quintali di rifiuti di ogni genere che gente senza scrupoli ha gettato ai lati della strada e nelle piazzole di sosta. La situazione è al limite dell’indecenza ed è stata segnalata più volte al Compartimento dell’Anas di Perugia che fino ad oggi non ha fatto molto per migliorarla. Anzi, in alcune piazzole dove un tempo c’erano dei cestini metallici dove gli automobilisti di passaggio potevano gettare cartacce e lattine, sono stati tolti anche questi raccoglitori e dunque la gente si sente ancora di più autorizzata a buttare i rifiuti in mezzo alla strada o nei prati circostanti. Basta farsi un giro lungo questi dieci chilometri di raccordo per avere il quadro esatto della situazione. Il nostro viaggio è iniziato proprio allo svincolo della Perugia-Cesena in direzione di Orte, i confini tra il territorio del Comune di Narni e quello di Terni cominciano proprio in quella zona. Un chilometro dopo prima piazzola e primo squallido spettacolo, con decine di bottiglie di plastica, lattine, giornali, riviste ed addirittura dei profilattici usati, che fanno da tappeto. Andiamo avanti ed un paio di chilometri dopo altra piazzola e nuovo triste spettacolo. L’area di sosta è piuttosto grande ed è affiancata da numerose piante che formano una sorta di piccolo boschetto, un riparo provvidenziale, a giudicare da ciò che abbiamo visto, per coloro che vengono sorpresi durante il viaggio da “bisogni” urgenti. Per terra, in tutta la piazzola, bottiglie di plastica e di vetro, contenitori vari, buste e cartacce; lungo il muretto, che per un ampio tratto risulta crollato come se un automezzo lo avesse colpito in pieno, sporcizia di ogni genere, compresi due pneumatici ed alcuni sacchi di cemento che hanno perso la carta dell’imballo originale e si sono solidificati assumendo delle bizzarre forme. Il viaggio riprende e prosegue fin dopo la galleria di San Pellegrino, qui, qualche decina di metri prima dello svincolo per Amelia, c’è una nuova area di sosta, circondata dagli alberi ed un tempo, molti anni fa, tenuta in perfetta cura dall’Anas, i rifiuti anche in questo spazio non mancano e appartengono alle categorie di quelli rinvenuti nelle altre piazzole, con l’aggiunta di due sedie da giardino i cui resti spuntano da sotto la vegetazione incolta. Risaliamo in macchina, la strada in questo tratto è assai pericolosa perché è in discesa ed assume una inclinazione insidiosa, soprattutto nei giorni di pioggia. C’è una nuova area di sosta, forse la più grande dell’intero tratto: è quella che si trova appena duecento metri prima dell’uscita di Montoro. Non ci sono alberi a fare da contorno, ma chi avesse necessità di trovare un riparo da sguardi indiscreti può imboccare gli impervi stradelli che si aprono al di la del gard-rail. Rifiuti di ogni genere anche qui, ma tanto chi se ne accorge?. Il viaggio riprende fino a dopo la galleria di Montoro dove, poco prima dell’uscita per gli stabilimenti, c’è un’altra piccola piazzola al di la della quale si estendono rigogliosi vigneti, un quadro che poco si addice alle porcherie che anche qui gli automobilisti hanno gettato in terra. Fino a San Liberato non ci sono altre aree di sosta; il viaggio riprende al contrario ma la situazione, anche in direzione di Terni, è drammatica.
29/9/2005 ore 5:42
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