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Il gruppo elettrogeno non parte: nel giorno del black-out l'ospedale di Narni è rimasto per mezzora senza luce
(M.P.) Il black-out di domenica scorsa torna nuovamente alla ribalta. Con una notizia poco bella, che anzi non esitiamo a definire “allarmante”. Alle 3,30 di domenica 28 settembre, quando tutta l'Italia si è dovuta piegare di fronte all’emergenza del black-out, all’ospedale di Narni si è verificato un episodio grave e che dovrà far riflettere le coscienze di molti. A quell’ora, in tutti gli ospedali, cliniche, caserme, stazioni, caselli autostradali e luoghi di pubblico servizio in generale, sono entrati in funzione i generatori di corrente, i cosiddetti “gruppi elettrogeni”. Ogni ospedale ne è dotato, è la legge che lo prevede e non a caso le Prefetture di tutta Italia nella giornata di domenica si sono assicurate ora dopo ora che ogni nosocomio venisse costantemente rifornito di gasolio, onde poter alimentare per tempi eventualmente lunghi questi generatori. Orbene, anche l’ospedale di Narni ha il suo generatore, ma questo domenica scorsa è entrato in funzione con circa mezz’ora di ritardo dal momento in cui la struttura è rimasta al buio più totale. Come sia potuto accadere un fatto simile non è dato sapere. Pare che un interruttore automatico (una sorta di “relais”) che avrebbe dovuto scattare e far partire il motore del generatore, installato nei piani sotterranei dell’ospedale, sia rimasto bloccato e che solo dopo l’arrivo dei tecnici, chiamati nel frattempo dal personale medico in servizio, sia stato riattivato. Nelle corsie, nelle camerate e negli ambulatori è così tornata la luce ed anche la tranquillità per molti dei ricoverati e degli stessi medici ed infermieri, perché in quei lunghi trenta minuti se ci fosse stata una emergenza l’ospedale non vi avrebbe potuto fare fronte a causa della totale mancanza di energia elettrica. Ma non finisce qua. In questa assurda circostanza , infatti, ci si è accorti che una parte dell’ospedale, esattamente quella che ospita la maternità, non è servita dall’impianto di emergenza e quindi in molte camere ed ambulatori la corrente è mancata per tutta la mattinata e si è dovuto attendere il pomeriggio per riavere la luce, così come hanno fatto gli italiani che erano nelle loro case.
La direzione sanitaria ha aperto un’inchiesta interna per appurare eventuali responsabilità su entrambe le direzioni. Nel primo caso si tratterà di capire il perché l’interruttore si sia bloccato e stabilire se le operazioni di manutenzione periodica cui per legge viene sottoposto il gruppo elettrogeno siano state fino ad oggi eseguite in modo perfetto, nell’altro caso ci si dovrà impegnare, invece, a dotare tutti i padiglioni dell’ospedale dell’impianto elettrico di emergenza allacciandolo al generatore.
3/10/2003 ore 2:03
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