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Gualdo: donna di 43 anni trovata morta in casa, i cittadini accusano: "era stata lasciata sola da tutti, anche dalle istituzioni"
Morire a 43 anni. Uccisa, forse, da quel profondo senso di solitudine che le era piombato addosso a seguito della morte dei suoi genitori, avvenuta a poca distanza uno dall’altro. Beatrice Forti abitava da sola a Gualdo di Narni, in una casetta colorata di verde situata lungo la strada che dalla Flaminia porta dentro alla piccola frazione. Ieri mattina i suoi vicini di casa, che non la vedevano da qualche giorno, hanno avuto il sospetto che potesse esserle accaduto qualcosa di grave. Hanno chiamato i carabinieri, la polizia municipale, i vigili del fuoco ed il 118. Per entrare in casa della donna è stato necessario buttare giù la porta. Beatrice era sul letto, il suo corpo rigido; la poveretta era morta già da diverse ore. Nessun segno di violenza sul cadavere che è stato attentamente controllato sia dai carabinieri che dalla municipale. Una morte dovuta dunque a cause naturali, in un fisico che, a detta di molti, era stato minato fortemente dal dolore provato dalla povera Beatrice quando erano morti i suoi genitori, prima il padre e poi la madre. Ritrovarsi da sola, all’improvviso, dentro a quella casa dove era cresciuta insieme ai nonni ed ai suoi genitori le è stato fatale. Da quel momento la donna ha cominciato a chiudersi in se stessa, usciva poco e non aveva cura di se, forse nemmeno si nutriva. I vicini di casa cercavano in tutti i modi di farle sentire il loro affetto, ma lei sembrava respingere ogni sorta di aiuto. Ora gli abitanti di Gualdo, che hanno appreso con profondo dolore la notizia della morte di Beatrice, puntano l’indice contro i servizi sociali del Comune che, a loro dire, non si sarebbe mai interessato del caso. “Beatrice andava aiutata – dicono i compaesani della poveretta -, ma le strutture pubbliche non hanno mai accolto le tante richieste fatte da noi che avevano segnalato il caso al Comune. La morte di Beatrice rimarrà sulla coscienza di coloro che non hanno raccolto i nostri appelli. E’ una vergogna che fatti del genere accadano ai giorni nostri e in un territorio dove si dice che l’assistenza ai bisognosi viene esercitata con grande cura”
1/2/2011 ore 11:35
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